hannibal cannibali

Cotto e mangiato: i cannibali

I cannibali sono quelli che si cibano dei loro simili. Uomini che mangiano uomini. E, nella maggior parte dei casi, si tratta di un tabù.

Insomma, non si fa.

O si fa e non si dice. Perché certo andare in giro che in frigo c’è una testa umana che si ha in mente di far bollire, sicuramente non è socialmente accettabile.

Il cannibalismo ha origini e modi differenti.

Si può diventare cannibali per necessità e, probabilmente, è l’unica volta in cui si potrebbe venire guardati comunque con sospetto, ma meno rispetto all’hobby delle teste in frigo.

Capitò nel 1972 quando, in seguito a un incidente aereo, i sopravvissuti si cibarono dei cadaveri dei compagni di viaggio morti e già sepolti nella neve.

Ebbe la meglio l’istinto di sopravvivenza.

Cannibali per scelta

Diverso è il caso del cannibalismo di chi sceglie di cibarsi dei propri simili.

Accadeva in guerra, quando i nemico, soprattutto se valoroso, veniva sconfitto. I vincitori si cibavano delle sue carni per diventare altrettanti valorosi e forti.

cannibali ugolino
La statua del conte Ugolino della Gherardesca.

E, nel contempo, per sottolineare che il nemico, se un tempo era stato umano, ora non esisteva più: la carne era diventata un oggetto. Nulla più.

Nella letteratura i casi di cannibalismo ci sono. Il conte Ugolino della Gherardesca di cui Dante narra la vicenda nella Divina Commedia.

Ma possiamo pensare anche ai vari vampiri che, assetati, bevono il sangue dei poveri mortali.

Ugolino aveva fame, come i sopravvissuti del volo precipitato sulle Ande (tra l’altro Dante lo mette con i piedi nel ghiaccio).

I vampiri hanno sete: bere il sangue umano rappresenta la sopravvivenza.

Più recentemente abbiamo avuto a che fare, da lettori e spettatori, con Hannibal Lecter: anche lui avrebbe potuto scegliere diversamente.

Ma il suo palato raffinato, da intenditore, non poteva fare a meno della carne umana.

E i cannibali per diletto?

Ci sono poi i cannibali che, avendo a disposizione supermercati con ogni ben di dio, preferiscono comunque la carne umana.

I motivi potrebbero essere diversi e non tutti necessariamente trovano una spiegazione razionale. Anzi, in genere, la spiegazione razionale non c’è.

Ultimo in ordine di tempo è il serial killer Takahiro Shiraishi nella cui abitazione la polizia ha scoperto i resti di nove cadaveri.

Nel freezer c’erano alcune teste umane e altri resti.

Takashiro di certo non era affamato e aveva i mezzi per acquistare il cibo nel supermarket sotto casa.

A settembre 2017 in Russia, a Krasnodar, è stata scoperta e arrestata una coppia di cannibali.

Dmitry Baksheev, 35 anni e sua moglie Natalia, 42 anni (cuoca e infermiera) sono accusati di aver ucciso e poi cotto e mangiato almeno 30 persone.

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Dmitry e Natalia Baksheev. Nel tondo uno dei piatti con carne umana.

Entrambi vivevano, senza più averne il diritto, in un istituto militare. Natalia si occupava di preparare i pasti per i militari.

Il dubbio che il cibo fosse anche di origine umana è venuto a molti.

I due cannibali hanno confessato. Nella loro abitazione sono stati trovate membra umane in salamoia e molto altro.

Anche Dmitry e Natalia avrebbero potuto accedere facilmente al cibo non umano. Seppure non navigassero certo nell’oro, anzi erano sulla soglia dell’indigenza, Natalia cucinava.

Sottrarre un paio di piatti caldi non avrebbe attirato l’attenzione di nessuno. Va da sé che sia Dmitry che Natalia preferissero cibarsi di carne umana.

Non solo, a giudicare dalle foto che si scattavano o scattavano ai resti umani, diventati ormai cibo, si nota un certo compiacimento in ciò che stanno facendo.

Prima di loro, alla stessa latitudine, c’era stato Andrej Chikatilo, anche detto il Mostro di Rostov.

In Italia è diventata quasi leggenda la storia di Leonarda Cianciulli. Alcuni sostengono che, dopo aver ucciso tre vicine di casa, ne abbia fatto sapone e cioccolatini con i poveri resti.