Patricia Cornwell Jack Lo Squartatore

Patricia Cornwell: innamoramento della tesi

Jack The RipperPatricia Cornwell è rimasta vittima dell’innamoramento della tesi.

Con innamoramento della tesi si definisce quella particolare circostanza in cui chi fa indagine cerca prove e indizi che possano corroborare la sua tesi.

Qualsiasi altra prova contraria viene scartata. E qualsiasi indizio, seppur minimo, viene “incastrato” in modo da risultare un ulteriore tassello alla tesi di cui si è innamorato.

Il rischio è la classica visione a tunnel: si vede solo quello che si vuole vedere. Si lavora nell’ottica di verificare quanto si dice.

E non di falsificare: una tesi, se buona, deve essere falsificata. Ovvero deve essere smontata un pezzo dopo l’altro. Se ancora regge, allora funziona.

Chi si limita a verificare perché vittima dell’innamoramento della tesi non vuole che niente e nessuno possa intaccare il suo pensiero.

Purtroppo, come anticipato, è caduta nell’innamoramento della tesi la scrittrice Patricia Cornwell che ha dichiarato “chiuso” il caso di Jack Lo Squartatore attribuendo gli omicidi di Whitechapel al pittore Walter Sickert.

Nel 2002 ha pubblicato Ritratto di un assassino in cui dopo ricerche che le sono costate una fortuna, dice di aver scoperto chi era Jack Lo Squartatore.

Trilli diabolici

Nel saggio Trilli diabolici e nature morte: crime for art’s sake a cura di Michele Bartolucci, Alessandra Calanchi, Marco Rocchi (Aras Edizioni – Collana UrbiNoir), uno degli scritti è a firma Gino Scatasta.

Il libro che contiene il saggio di Gino Scatasta su Patricia Cornwell e Jack Lo Squartatore.
Il libro che contiene il saggio di Gino Scatasta su Patricia Cornwell e Jack Lo Squartatore.

Scatasta nel suo Squartando la tela: Patricia Cornwell e Walter Sickert fa un affresco piuttosto dettagliato delle problematiche relative alla “indagine” condotta da Patricia Cornwell.

Scatasta fa notare che il saggio di Patricia Cornwell “difficilmente si può prendere sul serio” perché “è difficile, in effetti, dare sufficiente credito a un libro che si conclude così:

Infine voglio rendere l’onore delle armi a tutti colore che, prima di me, hanno dedicato i loro sforzi nel tentativo di identificare Jack Lo Squartatore. L’abbiamo preso, ragazzi. Alla fine, tutti insieme, ce l’abbiamo fatta!

Come dare torto a Gino Scatasta?

Ma nel saggio, Scatasta, fa emergere con chiarezza proprio l’innamoramento della tesi subito da Patricia Cornwell.

Uno dei passaggi è illuminante. Patricia Cornwell si ferma in un bed&breakfast del Galles in cui hanno sicuramente soggiornato personaggi illustri, tra cui Henry James.

Patricia Cornwell e la mancanza di prove

La romanziera è sulle tracce del pittore Walter Sickert, ormai certa che sia lui Jack Lo Squartatore.

Patricia Cornwell controlla nel registro degli ospiti e oltre alla firma di James trova anche quella di Gladstone. Ma non quella di Walter Sickert.

Scatasta fa notare che la Cornwell scrive nel suo libro: “Sickert avrebbe potuto facilmente dare un nome falso”.

Patricia Cornwell Jack Lo Squartatore
Patricia Cornwell, la foto di una delle vittime di Jack Lo Squartatore e un quadro di Walter Sickert.

Ed eccolo qui l’innamoramento della tesi: non c’è modo, per chi ne resta vittima, di guardare con oggettività prove e indizi.

Anzi. Se un indizio non c’è, allora sicuramente significa che è stato cancellato, alterato, cambiato. Non importa che non ci siano prova a suffragare questa tesi.

E di prove contro Sickert, Patricia Cornwell ne ha poche, anzi non ne ha affatto.

Scatasta fa notare che durante gli omicidi di Whitechapel il pittore era quasi certamente in Francia, ma la romanziera scrive che non vi è prova dell’assenza di Sickert dal Regno Unito.

Per quanto riguarda l’opera Walter Sickert che, pur interessato a omicidi e cronaca nera, al tempo degli omicidi di Jack Lo Squartatore (1888) dipingeva quasi esclusivamente paesaggi, Patricia Cornwell ha una spiegazione: non dipingeva omicidi per non far cadere i sospetti su di sé.

Seppure una delle vittime di Jack Lo Squartatore ha delle somiglianze con uno dei quadri di Sickert, questo non significa che il pittore si sia ispirato a qualcosa che ha fatto di persona o che ha visto.

Il saggio di Scatasta è fondamentale per gli appassionati di Jack Lo Squartatore ed è fondamentale anche per chi non vuole correre il rischio di innamorarsi di una tesi.

Il saggio, infatti, dovrebbe essere letto da chiunque si avvicini alla scienza forense.

Il caso di Jack Lo Squartatore è ancora aperto.