difesa donna

Difesa Donna: il corso di autodifesa

Difesa Donna è il nome di un corso specifico dedicato a sole donne.

Ideato e realizzato, nel 1998, da Roberto Bonomelli, maestro di arti marziali, è mutuato dall’esperienza di colleghi americani.

Oltre che dagli istruttori e, con il tempo, dalle allieve stesse.

Il punto di partenza è stato piuttosto illuminante, anche se tragico. Una istruttrice di arti marziali, tempo fa, negli Stati Uniti, venne aggredita e violentata da un tizio qualsiasi.

La domanda che sorse spontanea nell’ambiente fu “perché?”. Ovvero: come era stato possibile che un’esperta di combattimento fosse stata sopraffatta da un uomo senza particolari capacità?

La risposta non fu altrettanto pacifica, ma alla fine arrivò. Perché l’istruttrice praticava le arti marziali senza il fine di difendersi.

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Deborah Carravieri in una simulazione.

Difesa Donna dall’interno

Sono stata invitata a partecipare al corso Difesa Donna tenuto, oltre che da Bonomelli, dagli istruttori Deborah Carravieri, Donatello Narracci, Fabio Tanganelli, Monica Maritati, Silvia Bernardi, Pietro Presicce, Luca Salvioni.

Al momento, quando è arrivata la proposta, sono rimasta un po’ perplessa. Mi sono chiesta se davvero avessi bisogno di un corso di autodifesa personale.

Non mi è mai accaduto niente. E so, perché lo so, che il mio linguaggio del corpo comunica chiaramente che non è il caso di venirmi a disturbare.

Giusto una volta, alla fermata del tram, un tizio mi ha puntato ed è arrivato correndo come un folle con le mani alzate, in un gesto che era sicuramente aggressivo.

Sono rimasta paralizzata. Immobile. Con le mani in tasca a guardarlo agire.

Non perché sia dotata di un sangue freddo proverbiale. Ma perché ho pensato che mi avrebbe ammazzato in malo modo. E, a quel punto, il mio cervello deve aver deciso che fingersi già morti era una strategia vincente.

Il tizio folle ha cambiato strada: ha attraversato, alle sette di sera, l’incrocio milanese di corso Italia con via Santa Sofia rischiando davvero la vita. Era folle. Senza dubbio.

Difesa donna e la consapevolezza

Fatto sta che ieri sera sono andata alla palestra Bono Academy di Sesto San Giovanni dove si tiene il corso (dalle 20 del 5 marzo e per 14 settimane, oppure in due weekend full immersion a inizio marzo).

Le palestre, in generale, così come le piscine, mi infastidiscono.

Pratico l’atrofia (la citazione è di Woody Allen in Misterioso Omicidio a Manhattan), anche se ogni tanto abdico in favore di brevi camminate veloci al parco, la sera, da sola, con l’iPod.

Scopro, dalla lezione numero zero, che non prevengo eventuali aggressori.

Al corso, infatti, è stata distribuita una dispensa su come evitare di mettersi in situazioni rischiose. Per esempio evitando di andare al parco, la sera, da sole con l’iPod a palla.

E scopro anche che faccio parte della larga schiera delle donne “che a me non capita”.

Dal 5 marzo la mia esperienza da allieva del corso Difesa Donna diventerà anche un post settimanale su tutticrimini, giusto per riflettere su cosa significhi partecipare al corso.

Su cosa significhi la violenza sulle donne. Su quando sia importante prevenirla. Su quali sono i comportamenti di aggressori e vittime.

difesa donna bono academyUrlare. Davvero?

Tutte le partecipanti (moltissime) hanno potuto provare la prima tecnica per difendersi.

Innanzitutto urlare con determinazione: “Stai indietro”.

Da anni sostengo che il politicamente corretto un po’ rischia di farci ammazzare.

Essere sempre gentili con tutti, non criticare, non dire, non fare, alla lunga fa anche un po’ incazzare.

Forse fa più incazzare essere cordialmente stronzi che sinceramente noi stessi.

Urlare “Stai indietro” con le mani davanti per far capire che, no, non è uno scherzo, devi stare indietro, è stato decisamente interessante.

Non avverto particolari minacce, ma era da tempo che non alzavo la voce.

Colpisci qui. E colpisci forte

Quando si è trattato di sferrare due colpi al paracolpi e altrettante ginocchiate ho avuto qualche remora.

Colpire un altro essere umano non mi appartiene. Sono cresciuta in una famiglia in cui nessuno si è mai permesso di far valere le sue ragioni a schiaffi.

Peso cinquanta chili e, da sempre evito lo scontro fisico. Soprattutto da bambina. Ne sarei uscita (e ne uscirei) quasi sicuramente perdente.

Comunque. Dato che era richiesto, ho colpito. Non tanto forte. Con le mani.

Quando è stata richiesta la ginocchiata ero già più convinta. Adesso so che posso dare una ginocchiata senza perdere l’equilibrio.

Credo che il corso sia importante non solo per difendersi da un’aggressione fisica, ma per recuperare la parte umana che, troppo spesso, per convenzione sociale mettiamo a tacere.

E che, per alcune donne, è essenziale per costruire l’autostima. Per smettere di accettare situazioni che quotidianamente le distruggono moralmente e fisicamente.

Difesa Donna

Il corso si tiene alla Bono Academy di Sesto San Giovanni.

Ha una durata di 14 ore (mono settimanale, da lunedì 5 marzo, dalle 20 alle 21 oppure full immersion in due weekend).

Per informazioni e iscrizioni potete scrivere a segreteria@difesadonna.it

Difesa Donna è un marchio registrato