sette

Perché la gente si unisce alle sette?

Le sette sono organizzazione socio religiose che si formano separandosi da tradizioni religiose consolidate.

La religione si base sui dogmi che, per loro natura, non possono essere messi in discussione.

sette religiose
Alcuni dei membri della setta Heaven’s Gate suicidatisi in massa nel 1997 (foto da Internet).

Chi si separa, mette in discussione il dogma e, molto più spesso, nel fondare le sette, mette in dubbio la capacità di chi dirige il culto.

Le sette non professano necessariamente la fede di un essere superiore.

Per alcuni, per esempio, esiste l’astronave madre che, a un certo punto, verrà a “salvare” gli adepti dalla fine del mondo.

È il caso della setta Heaven’s Gate che crede(va) che il mondo stesse per finire e che fosse necessario “riciclarsi” e fuggire sull’astronave madre (sperando di non incontrare gli alieni cattivi).

Considerarono il suicidio come il solo modo per lasciare la Terra per lo spazio. Erano certi di non dover mancare l’appuntamento con la coda della cometa Hale-Bopp.

Nel marzo del 1997, 39 membri della setta furono trovati morti per aver ingerito un cocktail letale di fenobarbital con succo di mela e vodka. E un sacchetto di plastica sulla testa.

Le sette e la fine del mondo

Non tutte le sette proclamano che il mondo finirà.

Ma gli aderenti alle sette, di solito, cercano risposte alla costante insicurezza che è lo stare al mondo.

Le notizie allarmanti dei telegiornali spingono alcuni a cercare rifugio dietro i cancelli (di solito molto alti e altrettanto chiusi) delle sette radicali.

Secondo Philip Zimbardo, per esempio, non vi è un tipo prestabilito di persona che si unisce alle sette. Chiunque, secondo Zimbardo, con le opportune condizioni, può unirsi a una setta.

Sette e promesse

Il santone di una setta, il leader, promette di risolvere i problemi della società a cui nessuno sembra in grado di dare una soluzione.

Dà risposte assolute circa ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Offre uno stile di vita scandito da ordini, direttive, modi di vestire, di alimentarsi, di vivere.

Per chi ha una scarsa autostima e cerca una guida, le sette possono essere una valida alternativa alla vita caotica di tutti i giorni.

Senza dimenticare che le sette risolvono anche i problemi economici dei loro adepti: far parte di una setta significa offrire il proprio lavoro, il proprio tempo e avere in cambio un alloggio e del cibo.

Per alcuni è sufficiente.

Le sette e le lusinghe

In molti casi chi si unisce a una setta viene letteralmente travolto dall’amore che alcuni sociologi hanno definito love bombing.

Un vero e proprio bombardamento di amore, attenzioni, lusinghe che fanno nascere nel nuovo arrivato il desiderio di restare.

E, contestualmente, il terrore di restare solo o, peggio, di essere allontanato, escluso.

Inoltre, di solito, i leader delle sette insegnano ai loro adepti che sono superiori a chi non è un adepto.

Che hanno le risposte, che si salveranno, che stanno andando nella giusta direzione.

Per alcuni unirsi a una setta significa avere uno scopo nella vita: un obiettivo che, magari, prima non aveva.

David Miscavige, capo della Chiesa di Scientology (foto da Internet).
David Miscavige, capo della Chiesa di Scientology (foto da Internet).

Sette e credulità popolare

In molti casi, purtroppo, chi si unisce a una setta non si accorge, non sa, di farvi parte: non ha proprio idea che si tratti di una setta.

I parenti di chi, magari ingenuamente, si è unito a una setta combattono ogni giorno per riportare a casa il loro congiunto.

Congiunto che potrebbe trovarsi anche male con i membri o il leader della setta, ma grazie alla scarsa autostima, alle continue lusinghe e al soddisfacimento dei bisogni primari, non ha il coraggio di andarsene.

Alcuni ex membri della Chiesa di Scientology raccontano la loro uscita in termini spesso drammatici: narrano di fughe rocambolesche e di minacce subite anche dai loro familiari.