difesa donna

Difesa Donna: con le mani e le parole

Sono stata alla prima lezione del corso Difesa Donna di Bono Academy e ho capito che, il primo modo di difendersi, in caso di aggressione è la voce.

Non urli e strepiti, non grida di aiuto. Bensì un fermo e convinto: “No.”.

Sembra strano, ma non ci avevo mai pensato, forse perché, a dio piacendo, non ho mai dovuto difendermi da niente e da nessuno.

Ma dire di no, e dirlo ad alta voce, scandendolo bene, non è un fatto scontato. Provate.

“No.”.

Difesa Donna e la voce

La voce è una componente fondamentale quando si parla di difesa personale.

Alcuni di noi, infatti, subiscono soprusi perché non tirano fuori la voce, non si oppongono a quanto gli succede.

Non si tratta solo di violenza sessuale o fisica, ma, ancora prima, di violenze verbali e psicologiche che, magari, avvengono ogni giorno e da anni a casa o sul lavoro.

Forse per via del malcostume di pensare che chi tace acconsente. In realtà, chi tace sta zitto.

Quindi, tornando alla prima lezione del corso Difesa Donna, dire di no è un’esperienza interessante.

Mani aperte, dita unite, palmo contro il bersaglio. Per evitare di farsi male.
Mani aperte, dita unite, palmo contro il bersaglio. Per evitare di farsi male.

Con le mani

La vecchia canzone di Zucchero che con le mani faceva sbucciare le cipolle mi è tornata in mente ieri sera, quando si è parlato delle mani.

Le mani, infatti, lo dico spesso ai corsi de Il soccorritore sulla scena del crimine e alle conferenze a tema crimine, sono importanti.

Possono colpire, difendersi, avere tracce dell’aggressore, portare i segni inferti dai colpi.

Le mani, durante la difesa, vanno sempre tenute alzate e davanti al viso per evitare che l’aggressore abbia campo libero casomai decidesse di sferrare un pugno.

Dire no e colpire

Ieri sera ho usato le mani (e anche le gambe e i gomiti) per colpire il paracolpi tenuto saldamente dall’allenatore.

Colpire, come già avevo detto, non mi appartiene. Forse perché non sono motivata.

Ma è utile sapere che i colpi con le mani vanno sferrati tenendo la mano aperta e usando la parte più vicina al polso.

Colpire per se stessi

Al corso c’è una signora piuttosto anziana. L’ho guardata colpire: alcuni colpi sono andati a segno, altri meno.

Diceva ad altre partecipanti che sta rifacendo il corso. Dopo anni di vessazioni, a casa e in ufficio, sembra che il corso le abbia fatto cambiare prospettiva.

Al lavoro i colleghi la trattano con rispetto, mentre prima del corso non la consideravano neppure.

Oggi ho le braccia e le gambe indolenzite, non ho voglia di colpire nessuno, resto pacifica come prima.

Attendo, però, la prossima lezione di Difesa Donna perché, mi hanno detto, verrà alzata la posta: sarà necessario difendersi da un’aggressione (simulata).