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Donne: difendersi in equilibrio

Difendersi sta diventando sempre più il centro del corso Difesa Donna® e, diciamolo, è così che deve essere.

La terza lezione del corso tenuto dagli istruttori Deborah Carravieri, Donatello Narracci, Carlo Beretta e Fabio Tanganelli alla Bono Academy è stata piuttosto differente rispetto alle prime due.

Gli istruttori hanno smesso di stare fermi e da fungere da paracolpi e sono diventati attivi.

Psicologicamente è tutta un’altra storia.

Tirare calci e manate (a palmo aperto, sempre, altrimenti ci si fa male) per difendersi è un conto.

A me tutti gli istruttori, per esempio, hanno detto che non sono motivata. In sostanza, come mi è stato detto dalle elementari in poi: potrebbe fare di più, ma non si applica. Story of my life.

Difendersi senza cadere.
Difendersi senza cadere.

Difendersi da una minaccia

Credo che la motivazione mi manchi, anzi, mi sia mancata finora, perché non ho percepito alcuna minaccia.

Al corso siamo in una ventina, donne di età e background diversi: alcune hanno avuto, probabilmente, esperienze non del tutto positive con gli uomini.

Forse questo è una molla per trovare la motivazione.

A me non è successo niente di particolare e colpire più forte che posso, a parte il fisico che evidentemente non mi regge, non mi viene spontaneo.

Ma nella terza lezione l’istruttore ha simulato l’inizio di un’aggressione.

Difendersi a terra

L’esercizio ha previsto di stare a terra e contrastare con i calci, imparati nelle prime due lezioni, l’istruttore che viola lo spazio personale.

Per spazio personale si intende la distanza di un braccio o di una gamba allungati: quello è spazio entro cui entrano solo, se ammesse, le persone intime, gli amici.

Tutti gli altri devono starne fuori. Se violano lo spazio e, addirittura, tentano di afferrarci, allora difendersi è legittimo.

Pur conoscendo gli istruttori e sapendo che sono ottime persone che, anzi, sono lì a insegnare, il mio cervello ha accolto l’aggressione come una minaccia plausibile.

E tirare calci e difendere lo spazio è stato un esercizio istruttivo.

Difendersi senza cadere

L’altro esercizio è stato fatto in piedi.

La difesa è, per larga parte, questione di equilibrio e non di armi e non solo di forza.

Se si impara a contrastare un’aggressione frontale avanzando in equilibrio, invece di arretrare, allora ci sono buone possibilità di riuscire poi a fuggire.

Fuggire, forse l’ho omesso, è il clou di questo tipo di difesa: Difesa Donna® non è un’arte marziale, nemmeno ci va vicino.

Non crea virago pronte a colpire e colpire ancora e colpire di nuovo.

Difesa Donna® insegna come difendersi e battere in ritirata a persone che non hanno né una particolare preparazione atletica né, tanto meno, le capacità di usare le armi.

Contare su di sé, conoscere i propri limiti, capire come sia possibile, per ognuno, trovare il proprio equilibrio, sapere quanta forza ci vuole prima di farci cadere, è l’inizio della difesa.