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Gambe: autodifesa femminile da terra

Che le gambe fossero così potenti, non lo sapevo proprio.

Ieri sera alla seconda lezione del corso di autodifesa Difesa Donna® gli istruttori Deborah Carravieri e Donatello Narracci insieme a Fabio Tanganelli hanno parlato proprio delle gambe.

Gambe che, anche se non troppo allenate, possono essere un’utilissima barriera contro un’aggressione, soprattutto quando si è già a terra.

Il corso sta entrando nel vivo, è il caso di dirlo.

Se nella lezione pilota e nella prima lezione si è fatto qualche esercizio, nella seconda lezione le cose sono andate diversamente.

Si è trattato, infatti, di un allenamento per sferrare calci. Non saprei come altro definirlo, dato che stamattina a momenti non mi alzavo dal letto.

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Comprendere come sferrare un calcio, e valutare la forza delle proprie gambe, può essere utile in caso di aggressione.

A terra, grazie alle gambe, non tutto è perduto

Le statistiche su cui si basa il corso Difesa Donna® dimostrano che in sei secondi un aggressore getta a terra la vittima (quando si parla di vittima, si parla di donna, in questo caso).

Una volta a terra, per le donne, è difficile riuscire ad alzarsi: i giochi rischiano di essere fatti.

Ma non se, proprio da terra, si calcia nel modo giusto.

Ci sono più possibilità: un calcio laterale, quello della foto qui a lato, quando l’aggressore è ancora in piedi, che vada a mirare (per quanto possibile in una situazione di emergenza) a ginocchio e tibia.

Un calcio frontale (l’immagine di copertina di questo post), sollevandosi con le braccia per avere lo slancio, che miri ai genitali dell’aggressore (o ovunque si riesca a colpire).

E un calcio che piomba dall’alto e si concentra sul tallone (nella maniera giusta, diversamente ci si fa male) nel caso in cui anche l’aggressore sia a terra.

Nel modo giusto

Con le gambe, a differenza delle braccia, mi sono sentita un po’ meno impedita.

Scopro, grazie a Deborah, Donatello e Fabio, che posso colpire e anche rialzarmi.

Perché, è bene dirlo, si resta a terra, proteggendosi capo e volto con un braccio, fino a che non si trova il momento giusto per alzarsi e allontanarsi.

Anche per alzarsi senza abbassare la guardia c’è una tecnica che, se dovessi raccontarla, probabilmente non basterebbe una pagina.

Ma una volta compresa e messa in pratica, ci si alza in meno di due secondi (con un po’ di allentamento).