Un chiusino aperto sotto la cripta: guardando dentro si può vedere un cranio e si scorgono alcune ossa.

Tra le ossa del Sepolcreto: un tour alla CSI

“Questo è il Sepolcreto e state letteralmente camminando su due milioni di ossa”.

Inizia decisamente bene il tour del Sepolcreto sotto la cripta della Ca’ Granda.

Il giro è organizzato da Neiade in collaborazione con gli esperti di antropologia forense del Labanof. Se vi piace CSI e avete un debole per le ossa, non potete mancare.

Ma andiamo con ordine.

Il Sepolcreto, sotto la cripta della chiesa della Beata Vergine Annunciata, ospita, come detto, una stima di due milioni di ossa, circa 150mila persone.

Un tempo la Ca’ Granda, l’università, era un ospedale e le ossa risalgono a metà del 1600.

Il Labanof ha iniziato uno studio per capire come fosse la popolazione milanese.

E sono gli esperti del Labanof a fare da guida: in questo caso, sabato sera, c’era anche Cristina Cattaneo, medico legale e direttore del Labanof.

sepolcreto
Cristina Cattaneo, al centro della foto, in un momento della visita all’archvio.

Sepolcreto e archivio

La visita inizia dall’archivio costruito nel 1637 da Richini e conserva migliaia di carte e documenti, tra cui l’atto di fondazione dell’ospedale Ca’ Granda.

L’attuale sede dell’università degli Studi di Milano, fu costruita da Filarete su richiesta di Francesco Sforza.

I lavori di costruzione durarono parecchi anni. Iniziati nel 1456, nel 1472 l’ospedale divenne realtà, anche se Filarete, nel frattempo se ne era andato da Milano.

I pazienti che morivano nell’ospedale, venivano sepolti poco distante, e solo una volta diventati scheletri, venivano inumati nel Sepolcreto.

Non si pensi a una sepoltura con cassa e composizione: le ossa venivano caricate su carriole e poi gettate, attraverso chiusini (tombini), sotto la cripta.

I pazienti deceduti sono stati sepolti fino al 1635.

I cumuli di ossa del Sepolcreto

Questo modo ha fatto sì che gli esperti del Labanof, aperti i chiusini, si siano trovati di fronte a cumuli di ossa.

Cumuli più alti in prossimità delle aperture e più bassi fino ad arrivare a un’altra apertura.

Le aperture, nella cripta, sono moltissime.

ossa sepolcreto chiusino
Un chiusino aperto sotto la cripta: guardando dentro si può vedere un cranio e si scorgono alcune ossa.

Il Sepolcreto e le cause di morte

Si suppone, come dice Mirco, l’archeologo del Labanof che ha fatto da guida, che gli scheletri del Sepolcreto appartenessero a pazienti dell’ospedale deceduti per malattia.

Gli esami condotti per risalire ai profili biologici, hanno evidenziato moltissimi casi di sifilide – lo si evince da particolari segni lasciati dalla malattia sulle ossa – ma è difficile capire la causa di morte.

Sono state trovate tracce di “intossicazione da piombo”, forse per le tubature o il pentolame o i cosmetici.

E ancora, gli scheletri di bambini ritrovati nel Sepolcreto mostrano artrite settica che dava febbri ricorrenti.

Non mangiavano bene

Uno dei dati principali emerso dagli studi sulle ossa del Sepolcreto, comparati con altri studi in provincia di Pavia e a Como, evidenzia che a Milano la popolazione non si nutriva bene.

Mentre fuori Milano “le ossa mostrano segni lasciati da battaglie, combattimenti, ma gli individui sembrano in forma”, in città “mangiavano meno carne”.

La notizia davvero peculiare è che tra le ossa del Sepolcreto, è stato trovato il primo caso di lebbra di Milano.

ossa sepolcreto
Il Sepolcreto, sotto la cripta.

Gli altri ossari

Il Sepolcreto è uno degli scavi a Milano. Il Labanof, infatti, sta studiando altri ossari.

In via Montenapoleone, per esempio, “proprio sotto a Gucci”, sono state trovate ossa che “presupponiamo appartenessero a sarti: hanno un segno caratteristico tra i denti – dove posizionavano l’ago per cucire”.

La comparazione degli studi ha fatto emergere che, al tempo di Sant’Ambrogio, a Milano “la popolazione fosse multietnica”.

Tra gli scheletri ce n’è uno appartenente a una persona “che forse era un sacerdote proveniente dall’Africa subsahariana”.

sepolcreto ossa milano
Un chiusino. Chiuso.

Le ossa di epoca romana e medievale

Non si possono fotografare, ma ci sono quattro scheletri provenienti da altri scavi.

Un bambino di circa dieci anni, di epoca romana, un feto, le ossa un po’ verdi perché rimaste a contatto con il rame di un uomo tardo romano e un uomo medievale “vecchio” come fa sapere Mirco “di 40 anni”.

Il tour è stato entusiasmante, grazie alla capacità dell’archeologo Mirco e della professoressa Cristina Cattaneo di spiegare la scienza a chi scienziato non è.

Il loro impegno e il loro entusiasmo sono contagiosi.

E sapere che Milano era una città multietnica già dai tempi di Sant’Ambrogio fa davvero piacere. Siamo ancora così (“anche se ci sono stati periodi in cui non si trovano altre razze”, aggiunge la professoressa Cattaneo).

Per il tour si può prenotare sul sito di Neiade. Le prossime date in programma sono: 24 marzo, 7 e 21 aprile, 5 e 25 maggio.