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Portineria14 e il controllo sociale

Portineria14 è un locale che serve piatti caldi e freddi, molto buoni. Il locale è stato aperto da tre amiche un paio di anni fa.

Si trova a Milano, in via Troilo, dalle parti di Largo Mahler (vicino all’auditorium) e via Conchetta.

Il fatto che in Portineria14 si mangi bene è ottimo, anche se per questo blog la vera notizia è che da quando ha aperto, Portineria14 è diventato un punto di riferimento per tutta la zona.

Le tre proprietarie, infatti, hanno deciso di fare le portinaie: il servizio di portineria è gratuito.

Chiunque può lasciare qualcosa o ritirare qualcosa: far arrivare la posta, i pacchi di Amazon, lasciare le chiavi affinché l’amico passi a prenderle e possa aprire la porta e nutrire il gatto.

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Il mio tavolo preferito in Portineria14.

Il controllo sociale di prossimità

Le portinaie, un tempo, erano uno bene prezioso. Soprattutto per ottenere informazioni. Le portinaie sanno tutto di tutti.

Stanno lì e, mentre spazzano il marciapiedi o ritirano la posta, osservano.

Dare a qualcuno della portinaia o del portinaio significa dirgli che è un impiccione, un ficcanaso.

Se tutto questo può avere i suoi contro – metti caso che hai l’amante e ti scoccia farti beccare dalla portinaia – i pro sono immensi.

Per esempio: se c’è la portinaia non ci sono i ladri. Tanto per dirne una.

Si chiama controllo sociale di prossimità: in sostanza la portinaia funge da dissuasore per malintenzionati, ladri e venditori porta a porta.

Il controllo informale di Portineria14

Le ragazze di Portineria14 non esercitano, in realtà, nessun controllo sociale sugli abitanti della zona.

Ma il loro locale, più aperto che chiuso, il viavai buono che gira attorno a esso, fa sì che la feccia stia alla larga.

A Milano è difficile che la convivenza tra locali e abitanti sia pacifica. In genere finisce tutto in tribunale a suon di querele e controquerele per schiamazzi notturni e risse.

Portineria14 non ha questo problema, anzi, è il contrario. Gli abitanti della zona utilizzano il locale come una portineria e come un locale.

Mentre si fermano a prendere un caffè o per un pranzo di lavoro, possono ritirare la posta, lasciare le chiavi, fare due chiacchiere.

Si può anche prendere uno dei libri del bookcrossing: da leggere sul posto o da portare a casa. Senza obbligo di restituirlo, se ci si affeziona. E magari portandone un altro in cambio.

Portineria14.
Portineria14.

Esperimento riuscito!

Francesca Laudisi, una delle proprietarie, con cui ho parlato più spesso del progetto di Portineria14 mi ha detto che l’intenzione non era quella di proporsi come controllori.

Né di aumentare la sicurezza urbana.

Ma l’esperimento, che non c’era, è comunque riuscito.

La via, fino a tre anni fa, era impraticabile perché preda di spacciatori e brutta gente. Tutti spariti: la gente buona ha occupato il posto di quella cattiva.

E si torna sempre alla teoria delle finestre rotte: se si lascia il degrado, si dà il via ad altro degrado. Se si porta il bello, si dà vita alla bellezza.

Dal primo marzo, tra l’altro, è stato attivato, in Portineria14, un banco alimentare: se comprate un pacco di riso o una tavoletta di cioccolato in più, portatela in portineria.

Se non riuscite ad arrivare alla fine del mese, passate in portineria, nessuno vi farà domande, chiedete la vostra spesa e vi verrà data. Senza controlli. Sulla fiducia.

Se non è bellezza questa…