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Aggressore addosso: che fare

Avere l’aggressore addosso, inteso nel vero senso della parola, è così spiacevole da rischiare di diventare letale.

Nella quinta lezione del corso Difesa Donna® si è arrivati al contatto fisico.

L’istruttore, infatti, simula l’aggressore addosso alla vittima, sopra alla vittima.

E la vittima, ovvero chi fa il corso, deve usare le tecniche insegnate durante la lezione per liberarsi di lui.

L’aggressore addosso e il senso di impotenza

Il primo pensiero che ho avuto è stato “non ce la farò mai”.

Non è un bel pensiero.

Ho pensato che fingermi morta potrebbe essere una soluzione, dovessi avere l’aggressore addosso.

Ma no. Al corso Difesa Donna® non insegnano a fingersi morti. E nemmeno a non farcela.

Insegnano che, anche dalle situazioni più assurde, più rischiose, si può uscire.

Magari facendosi male, ma restando vivi.

L'aggressore è stato disarcionato e la vittima ha preso il sopravvento. Nella foto gli istruttore Deborah Carravieri e Donatello Narracci.
L’aggressore è stato disarcionato e la vittima ha preso il sopravvento. Nella foto gli istruttore Deborah Carravieri e Donatello Narracci.

Una questione di leve

Datemi una leva e solleverò il mondo, come diceva Archimede.

E sì. Facendo leva in un certo modo e sfruttando la forza dell’aggressore, in qualche modo, si riesce a disarcionarlo.

O, almeno, con la giusta motivazione e una buona dose di adrenalina.

L’idea è quella di attendere che l’aggressore sia sbilanciato verso la vittima, quindi pronto a colpirla e con la sua testa spostata in avanti rispetto al corpo, per poi sbalzarlo.

L’aggressore addosso e la leva

Se l’aggressore non tramortisce subito la vittima, la vittima può avere quella manciata di secondi per ribaltare, letteralmente, la situazione.

Se, infatti, il colpo di reni che proietta l’aggressore oltre la vittima, a terra, riesce, ci si ritrova sopra l’aggressore.

A quel punto è consigliabile assestare un paio di colpi per renderlo inoffensivo, anche solo per pochi secondi, per alzarsi e fuggire.

Fuggire, lo abbiamo già detto, e viene ripetuto costantemente al corso, è il fine ultimo. Anche con l’aggressore addosso, anche se ha fatto davvero il cattivo.

La fuga salva la vita.