Installazione di botanica forense all'orto botanico di Città Studi, Milano.

Botanica forense: un’installazione a Milano

Botanica forense, ovvero piante e crimini. E molto molto altro, in effetti.

All’orto botanico di via Golgi 18, a Milano, è presente da oggi e in modo permanente un’installazione di botanica forense.

Si tratta di uno scheletro, rigorosamente finto, adagiato nel prato dell’ingresso, in una zona delimitata dalla classica linea gialla: crime scene, do not cross.

Lo scheletro ha felpa, jeans e scarpe.

Tutto verrà lasciato così com’è nell’intento di studiare il comportamento della vegetazione.

Botanica forense e scheletri: è finto, eh.
Botanica forense e scheletri: è finto, eh.

Botanica forense e studi

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Orto Botanico Città Studi e il Labanof (Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense) diretto da Cristina Cattaneo.

L’installazione mostra una scena del crimine ideale, ovvero di quello che ha in sé le caratteristiche ottimali per essere studiato e analizzato.

I visitatori, tramite pannelli e visite guidate, potranno scoprire come la botanica forense venga utilizzata nelle indagini giudiziarie e quali domande possa dare risposta.

Installazione di botanica forense: fini

L’installazione di botanica forense è stata pensata e realizzata per due scopi.

Il primo: divulgare e rendere fruibili le conoscenze finora acquisite in questo campo.

E il secondo: aiutare gli addetti ai lavori ad approfondire le potenzialità di questa metodologia.

Non è raro, infatti, che chi fa indagine ignori la possibilità di interpellare un botanico forense per risalire, per esempio, al tempo di morte della vittima.

Botanica forense e tempo di morte

Il professor Marco Caccianiga, vicedirettore dell’orto botanico di Città Studi, durante la presentazione dell’installazione, ha riportato un caso in cui la botanica forense si è rivelata piuttosto utile.

“Fu ritrovato un corpo in via Ripamonti, a Milano” racconta “e la pianta cresciuta all’interno di una scarpa e, diciamolo, del piede stesso, avevano almeno sei anni”.

Inutile quindi, aggiunge, “fare indagini su persone scomparse da meno di sei anni”.

La vittima, si scoprì in seguito, era morta dieci anni prima del ritrovamento.

Marco Caccianiga durante una visita all'orto botanico.
Marco Caccianiga durante una visita all’orto botanico.

Guardarsi intorno

Marco Caccianiga sottolinea che è comunque importante, non solo per gli addetti ai lavori, “guardarsi intorno e alzare il naso”.

E prosegue: “Vogliamo dare uno stimolo, anche a chi non fa il ricercatore, a osservare quello ci circonda”.

L’invito è rivolto ai laici e ai professionisti.

Senza collaborazione, infatti, è molto difficile progredire in qualsiasi campo. Indagini forensi incluse.

Ma che orto trasandato! E invece no

No, non è trasandato e nemmeno non curato. L’orto botanico di Città Studi nasce, prima di tutto, per fare ricerca.

Per questo motivo le diverse aree sono dedicate alla vegetazione spontanea di diverse zone geografiche: se si vuole ricreare il sottobosco, non si possono ripulire le foglie!

Marco Caccianiga, durante una visita guidata all’orto botanico, fa notare che spesso l’obiezione sulla “poca cura” viene mossa da chi si aspetta un parco.

L’orto botanico e l’installazione di botanica forense meritano una visita, soprattutto se ci si occupa di scienze forensi.

L’installazione di botanica forense si può visitare autonomamente tutti i giorni dal martedì al venerdì dalle 9 alle 17 (orario dell’orto botanico).

Per visite guidate si può prendere appuntamento visitando il sito dell’orto botanico.