Jack Bauer (Kiefer Sutherland) che prende per la gola Renée.

Difesa: non è un ballo per educande

Difesa Donna® è alla settima lezione. Metà del corso. Ed è tempo di fare bilanci.

La prima impressione è che, giunti a metà, è ormai chiaro che Difesa Donna® non sia un ballo per educande.

Le aggressioni sono quanto di più simile a una situazione reale si possa immaginare.

E, a questo punto, se anche avevo delle remore sul “fingere” di difendermi, si sono dissolte.

Più che altro perché la finzione ha lasciato il posto alla realtà.

E non è forse quello di cui mi occupo?

Difesa: tra finzione e realtà

A parte disordini di piazza, vissuti più da giornalista che altro (con qualche scarica di schiaffi e spintoni dati e ricevuti), la vera violenza subita non so cosa sia.

E ne sono felice.

Ieri ho avuto un istruttore sopra di me, seduto sopra di me, da cui ho tentato di liberarmi.

Sguscia, striscia, tenta di sollevarlo, cerca di farlo cadere.

Poi è stata la volta della simulazione in piedi.

Una situazione come un’altra per cui, camminando, si incappa in un fuori di testa, in un tossico, in uno schizofrenico. Tutti egualmente violenti e pronti a sopraffare la vittima.

Per la gola

Ho la tendenza ad appianare le cose dicendo cose, per lo più cazzate.

E infatti temo gli istruttori se ne siano accorti.

Mentre blandivo l’istruttore/aggressore che avevo di fronte (blandire è stato fino a ieri il mio concetto di difesa), sono stata afferrata, da dietro, alla gola.

Avete presente le classiche mosse da film in cui uno dice guardando la tv: “Beh, ma minchia, abbassati e liberati, no?!”.

Ecco. Quella.

E no. Abbassarsi e liberarsi non è proprio la cosa più semplice del mondo.

Anzi. Risulta piuttosto perniciosa.

Qualche livido. Molta consapevolezza.
Qualche livido. Molta consapevolezza.

La brutta sensazione di soccombere

Anche se è fiction, perché nessuno degli istruttori di Difesa Donna® fa male per davvero, sconfina decisamente nella realtà.

Diciamolo: sconfina di brutto.

Essere afferrati per la gola e dover tentare di divincolarsi offre molto da vicino la sensazione di soccombere.

Ed è decisamente sgradevole.

Alla fine, la mia idea di difesa (parlare e scendere a miti consigli) è stata soverchiata dai fatti.

Mi è anche partita una gomitata che non avevo idea di saper assestare. Eppure è andata a segno.

E mi ha permesso di scappare.

Perché, come già detto, il fine del corso Difesa Donna® è la fuga: trovare una via di fuga e mettersi in salvo.

Oggi ho contato una serie di lividi (quello sul gomito mi ricorda che so tirare gomitate) un po’ ovunque: schiena, spalle, ginocchio destro.

Più consapevole

Credo che a metà del corso la vera rivelazione sia piuttosto semplice: sono più consapevole.

Conosco i miei limiti: così adesso so da dove partire per andare oltre.

E so che, con la giusta pressione psicologica, quella che travalica la fiction e fa intravedere la realtà, probabilmente potrei evitare di fingermi morta e potrei provare a fuggire.