sbirrese testimonianza

Testimonianza: via lo sbirrese

La testimonianza è fondamentale per iniziare un’indagine. Ma si sa, le persone mentono.

Soprattutto quando hanno qualcosa da nascondere.

Nel 2018 in Italia la testimonianza viene raccolta utilizzando il linguaggio burocratico della polizia: lo sbirrese, insomma.

Un esempio di testimonianza

“Sono tornato a casa e… era tardi, credo le che erano le dieci, eh… niente… mmm… ho aperto la porta della camera… no, aspetti, forse era già aperta… mmm… ehhh… mmm… e niente, ho visto mia moglie… non so, forse era morta”.

Esitazioni, pause, uso di alcune parole e non di altre aiutano a capire lo stato d’animo di chi parla.

Chi esita su alcune parole e non su altre forse è insicuro. O forse sta solo mentendo.

Carta e penna sono superati. Serve la videoregistrazione della testimonianza.
Carta e penna sono superati. Serve la videoregistrazione della testimonianza.

La traduzione dall’italiano allo sbirrese

“ADR [a domanda risponde, ndr]: rincasavo intorno alle ore 22 del 10 aprile c.m. quando aprendo la porta della camera da letto della mia abitazione, sita in via Po 12, vedevo mia moglie nel letto e la stessa non dava segni di vita”.

Una bella differenza, eh?

A domanda risponde è una formula obsoleta, superata e deleteria.

Chi fa le domande non può sapere cosa sia accaduto, per cui va alla cieca e, nella maggior parte dei casi, pone domande standard.

Che ora era, cosa è successo, chi c’era.

Ma offre anche un appiglio a chi vuole mentire che, in sostanza, deve limitarsi a rispondere sempre la stessa cosa, magari già premeditata, alle solite domande.

Testimonianza e videoregistrazione

In rarissimi casi, ovvero quasi mai, viene utilizzata la videoregistrazione per raccogliere le testimonianze.

La videoregistrazione di una testimonianza è fondamentale: serve per poter rivedere e risentire, volendo all’infinito, ciò che il testimone ha detto e quello che ha fatto mentre lo diceva.

Si nasconde il viso? Guarda a terra? Piange? Urla? Si dispera? Ride? Che parola ha usato per parlare della persona morta?

Perché le parole sono importanti.

Il temibile ADR

Tutto si basa su chi fa domande, sperando che le faccia con coerenza, e sulla sua capacità di trascriverle.

Lo sbirrese, però, appiattisce e si porta via tutto quanto: non ci sono le pause, non ci sono le esitazioni, le parole vengono scelte da chi scrive, per standardizzare ciò che viene detto.

Di solito, nei verbali di sommarie informazioni, si legge: “recavo” al posto di “andavo”.

Sembra che tutti si rechino. Ed è strano. Perché, parlando normalmente, è piuttosto raro trovare qualcuno che usi “recare” invece di “andare”.

Videoregistrare una testimonianza permette di rivederla e analizzarla.
Videoregistrare una testimonianza permette di rivederla e analizzarla.

“Hanno ammazzato una persona”

Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, nella telefonata che fece al 118 per chiedere aiuto, riferendosi a Chiara disse “una persona”.

L’operatrice gli chiese chi fosse questa persona e lui rispose “la mia fidanzata”.

Non è scienza, ma la menzogna può e deve essere smascherata.

Se uno è sconvolto per la morte della sua fidanzata non dirà mai, mai, che hanno ucciso “una persona”.

Dire “una persona” è l’inizio della menzogna: significa allontanare da sé la responsabilità non solo del gesto, l’omicidio, ma anche della mera conoscenza.

Per ora le uniche “testimonianze” registrate sono le richieste di aiuto fatte da imputati in casi di omicidio.

A parte Stasi, c’è la telefonata di Christian Leonardi per la moglie Eligia Ardita.

“C’ho mia moglie che è incinta”

Leonardi chiese aiuto perché la moglie era “incinta”.

E infatti l’operatore non si scompose più di tanto. Avere la moglie incinta non è, di per sé, niente di che.

Solo dopo qualche domanda, Leonardi disse che “mia moglie non respira”.

Se avere la moglie incinta non è un problema, avere la moglie che non respira è tutt’altra cosa.

E infatti, purtroppo, Eligia morì insieme alla bambina che portava in grembo.

Basta sbirrese

Lo sbirrese, il linguaggio tradizionale di polizia, va eliminato. Si tratta di una necessità.

E va introdotta la videoregistrazione.

I testimoni vanno lasciati liberi di raccontare cosa è successo.

La testimonianza va poi analizzata, non solo nei pochi momenti in cui viene fatta, ma successivamente.

Alla luce di nuovi fatti e nuove testimonianze, va rivista, riascoltata, così da avere il quadro della situazione.

Fino a che lo sbirrese appiattirà ogni testimonianza, le menzogne saranno le uniche a sopravvivere.