In manette.

Manette e movimenti tra fiction e realtà

Le manette sono uno strumento di contenzione che, nella fiction (come nella realtà), va per la maggiore.

Le usano i buoni per ammanettare i cattivi e anche i cattivi per ammanettare i buoni.

Hanno tutta una loro storia. Si parte dalla necessità di impedire la fuga al criminale. Non che con le mani legate, anche dietro la schiena, non si possa correre. Ma certo è complicato.

I movimenti delle braccia per mantenere l’equilibrio sono impediti e diventa difficile anche respirare normalmente, soprattutto se le mani sono dietro la schiena.

Harry Houdini in manette (fonte Wikimedia)
Harry Houdini in manette (fonte Wikimedia)

Houdini e le manette

Le manette non vantano chiusure e lucchetti tremendi: forse per questo, negli anni, hanno suscitato l’interesse di più di un illusionista.

Harry Houdini divenne celebre perché si faceva incatenare e ammanettare e riusciva sempre a liberarsi.

Non si trattava di semplici manette, ma di grosse catene con terminali decisamente importanti.

Addirittura Houdini riusciva a liberarsi mentre veniva posizionato, legato, in una cassa e poi calato in fondo al mare.

Insomma, una roba pazzesca.

Senza andare così lontano, però, la fiction continua a riproporre buoni e cattivi costretti con le mani dietro la schiena e in situazioni difficili.

Eppure nella realtà, soprattutto italiana, la polizia non ammanetta con tanta facilità. Lo fa solo se c’è un reale bisogno e in base agli articoli di legge.

Una delle volte in cui Kate è costretta in manette nel telefilm Lost.
Una delle volte in cui Kate è costretta in manette nel telefilm Lost.

Almeno passale davanti, quelle manette!

Più volte, guardando le serie tv, mi sono chiesta se fosse davvero così difficile, per chi è ammanettato dietro la schiena, cambiare posizione.

Ovvero muoversi in modo da portare le mani davanti a sé, giusto per avere l’agio, caso mai servisse, di fronteggiare un’aggressione.

Perché, nella fiction, gli uomini e i cattivi ce la fanno quasi sempre, mentre le donne e i buoni, quasi mai.

Eccezione la fa Kate della serie tv Lost che finisce più volte ammanettata e riesce sia a rubare la chiave e ad aprirle che a passare la mani davanti e fuggire.

Ma è difficile? Si riesce?

Per capire se fosse così difficile passare le mani con le manette da dietro la schiena a davanti, non mi è rimasta altra alternativa che provare.

Grazie a due istruttori di Bono Academy, che usano le manette per il corso Hardened Target, ho fatto la prova.

Non è particolarmente difficile, ma ci si fa abbastanza male.

Le manette, per loro natura, non cedono ad alcun movimento, sfregano sui polsi e, una volta che si è a terra, rischiano di far fare dei movimenti improbabili ai polsi.

Ma tant’è. Ci si riesce (qui, volendo, c’è il video). Per cui, nella fiction, a volte è solo questione di rendere la storia più complicata di quello che in effetti è. Ma ci sta: è fiction.