Charles Manson in arresto.

Manson, la famiglia e la Death Valley

Charles Manson e la sua “famiglia” vissero nella Death Valley per almeno due anni tra il 1967 e il 1969. Manson, infatti, sembrava aver trovato nel deserto il luogo ideale in cui sfuggire alla polizia.

Andava predicando, probabilmente credendoci anche, che era necessario cercare un “Abisso” nel quale entrare per sopravvivere e, secondo lui, quell’abisso si trovava da qualche parte, in qualche canyon proprio nella Death Valley.

Charles Manson in arresto.
Charles Manson in arresto.

Cercarono lui e i suoi adepti sollevando ogni sasso, ma l’abisso non lo trovarono. Più che altro lo causarono.

Il 9 agosto 1969 quattro membri della “famiglia” entrarono nella villa del produttore discografico Terry Melcher, figlio dell’attrice Doris Day, al 10050 di Cielo Drive.

La villa si trova nei canyon sopra Los Angeles, nascosta tra la vegetazione.

I quattro, uccisero Sharon Tate, ventisei anni, incinta di otto mesi, moglie del regista Roman Polanski, tre suoi amici, Abigail Folger, Wojciech Frikowski, Jay Sebring (il parrucchiere delle star) e lo sfortunato Steve Parent.

Steve era passato a salutare un amico che, in quel momento, era pagato per fare il guardiano alla villa e che non si accorse di nulla.

La sera successiva, il 10 agosto, Manson accompagnò sei dei suoi adepti al 3301 di Waverly Drive e disse loro di uccidere gli abitanti.

Erano Leno e Rosemary LaBianca, molto ricchi, ma decisamente lontani dagli ambienti hollywoodiani.

Death Valley.
Death Valley.

Manson e il paesaggio lunare della Valle della Morte

Dopo le stragi Tate-Labianca, Manson ritenne opportuno proseguire ciò che stava già preparando da mesi: un esercito di dune buggy.

Le auto, piccole, maneggevoli e soprattutto adatte al terreno inospitale del deserto, venivano equipaggiate con armi automatiche, serbatoio supplementari e cuccette per dormire.

Ma perché vivere nella Death Valley? In fin dei conti, persino il nome scoraggia anche i visitatori più temerari.

Manson temeva un attacco da parte degli afro americani, tanto da diventare paranoico. Non era fatto, evidentemente, per vivere in una società civile.

Si allontanò a tal punto dalle città, da vivere come un animale (e con lui i suoi adepti). Nella Death Valley non c’era acqua per lavarsi, il cibo veniva procacciato dalle donne che andavano a rubarlo a chilometri di distanza.

Charles Manson.
Charles Manson.

L’arresto e le condizioni di salute precarie

Alla fine del 1969, la polizia riuscì a individuare e arrestare Charles Manson e i membri della sua “famiglia”.

Alcuni erano sparsi nei vari ranch, altri vivevano accampati tra le rocce arroventate di giorno e gelate la notte.

Furono ritrovati anche alcuni bambini, quasi tutti sotto i tre anni di età. Erano nati all’interno della “comune”.

Uno di loro, aveva solo un mese quando la madre (e presumibilmente anche il padre) fu arrestata. Un altro  bambino venne ritrovato con una profonda ferita al volto.

Prima di condurli in carcere, gli agenti del dipartimento dello sceriffo di Los Angeles, intimarono agli arrestati di farsi una doccia.

Le infezioni, infatti, erano all’ordine del giorno: i tafani non risparmiavano nessuno e tutti i membri della “famiglia” presentavano escoriazioni e ulcere provocate appunto dalle punture di insetto.

La scarsa igiene faceva il resto.

La fine di Manson

Charles Manson è stato condannato al carcere a vita: omicida e mandante delle stragi Tate-LaBianca (durante la seconda strage era sicuramente nei paraggi) è morto nel novembre 2017.

Ha avuto almeno tre figli: il primo con la moglie. Gli altri due con donne della “famiglia”.

Era convinto che le donne valessero niente, meno dei cani: tanto è vero che prima mangiavano gli animali e poi le adepte.

Sapeva suonare la chitarra e cantare piuttosto bene: una sua canzone venne “presa” dai Beach Boys e intitolata diversamente. Entrò in classifica.