Marshall Lee Gore nel 1988.

Marshall Lee Gore e la pena di morte

Marshall Lee Gore è stato un serial killer americano. Nel 1988, tra gennaio e marzo, uccise due donne e tentò di ucciderne una terza che riuscì a denunciarlo e farlo arrestare.

Marshall Lee Gore è stato giustiziato nello stato della Florida, dopo più di vent’anni nel braccio della morte, nel 2013 con un’iniezione letale.

Non è un serial killer noto alle cronache da questa parte del mondo, ma lo è stato per un certo periodo in America.

Sul suo caso, infatti, c’è stata una battaglia legale durata anni, per determinare se fosse o meno sano di mente.

L'ingresso della prigione di Stato della Florida da Google.
L’ingresso della prigione di Stato della Florida da Google.

L’ultima vittima

Prima di uccidere, Marshall Lee Gore era il proprietario di un’agenzia che forniva un servizio di escort.

Le sue tendenze violente non sono esplose all’improvviso: era già noto come stupratore.

I suoi crimini sono stati scoperti in modo piuttosto rocambolesco. Il 14 marzo 1988, Gore rapì una ballerina di night, la violentò e le tagliò la gola lasciandola poi abbandonata.

Tina Coralis, questo il nome della ballerina, non morì e anzi, trovò la forza di chiamare aiuto e denunciare Gore che le aveva anche rubato l’auto con a bordo suo figlio di due anni.

La polizia si mise sulle tracce di Gore e, fortunatamente, trovò il bambino chiuso in uno sgabuzzino in una casa abbandonata in Georgia.

Robyn e Susan

I tasselli andarono tutti a posto quando, indagando su Gore, la polizia venne a sapere che si era presentato con un’auto targata “Robyn N”.

E i resti di Robyn Novick, 30 anni, furono trovati mentre gli agenti mettevano in salvo il bambino di Tina. Il medico legale disse che Robyn era stata violentata, picchiata e poi le era stata tagliata la gola.

Nel frattempo la polizia, grazie alle carte di credito rubate a Tina, rintracciò Marshall Lee Gore in Tennessee e lo arrestò.

Qualcuno identificò come Marshall Lee Gore l’uomo che, giorni prima, si era presentato in un night ed era poi stato visto uscire con Robyn Novick di cui, da quel momento, si erano perse le tracce.

Non solo: proprio in Tennessee, era scomparsa da un paio di mesi anche la giovane studentessa Susan Marie Roark. Testimoni dissero che l’uomo con cui si era allontanata era Gore.

Marshall Lee Gore nel 1988.
Marshall Lee Gore nel 1988.

Marshall Lee Gore il matto?

Marshall Lee Gore venne incriminato per due omicidi e un tentato omicidio (rapimento, violenza e molto altro) e fu condannato alla pena capitale.

Ma i suoi avvocati sostennero, fin da subito, che Gore era incapace di intendere e volere: era matto. E per questo non poteva né subire un processo né tanto meno essere condannato alla pena di morte.

Gore stesso disse che sentiva le voci e che era stato in una setta adoratrice del demonio, disse anche che la sua esecuzione era un “sacrificio umano” e che serviva per prendergli gli organi.

La pena di morte, lo si discute da anni, non è un deterrente: i killer, soprattutto i serial killer, non delinquono meno perché hanno paura della pena di morte.

Semmai considerano più alta la posta in gioco. Fatto sta che Gore è rimasto per anni nel braccio della morte tra continui appelli, perizie e rinvii.

Marshall Lee Gore, quando gli è stato chiesto quali fossero le sue ultime parole, ha deciso tacere e ha tenuto gli occhi chiusi per evitare di guardare i parenti delle vittime che assistevano alla sua esecuzione.

Qualcuno si è stupito del suo silenzio: in aula, infatti, Gore ha sempre urlato, insultato giudice, giuria, infamato le vittime e i loro parenti. Strano che, alla fine, abbia scelto il silenzio.