cannabis

Cannabis in vendita e il fiorire di negozi

La cannabis viene venduta in negozi che sembrano un po’ serre e un po’ no. Viene venduta anche in alcune farmacie.

Ma, esattamente, cosa viene venduto e a che scopo?

Perché fumare o consumare cannabis è illegale. Com’è quindi possibile che ci siano negozi, tanti negozi, un fiorire di negozi, che la vendono?

Sono andata a comprarla in un negozio a caso a Milano, quello che, mentre ero in giro, risultava il più vicino geograficamente.

Le avvertenze sul barattolo: "Non destinato all'uso umano". Ah.
Le avvertenze sul barattolo: “Non destinato all’uso umano”. Ah.

Cannabis e chiacchiere

Nel  negozio in cui sono entrata c’era un tizio piuttosto gentile che mi ha illustrato diversi tipi di cannabis in vendita. Ho comprato sia delle infiorescenze in un barattolino verde molto chic che un sacchettino.

Il barattolo contiene 1 grammo di cannabis, mentre nel sacchettino ce ne sono 40 grammi.

Ho chiesto che uso farne.

Fare la finta tonta mi piace tantissimo. Il tizio mi ha guardato un po’ perplesso, evidentemente non è una domanda frequente.

Perché chi entra nel suo negozio ha le idee piuttosto chiare sull’uso che si fa della cannabis.

Una tisana alla cannabis?

Mi ha fatto esplorare il negozio, indicandomi degli alambicchi di vetro molto bellini, molto di design che, a spanne, direi che servono per fumare. Ma magari mi sbaglio.

Mi ha anche suggerito, con un certo entusiasmo, di farmi una tisana con la cannabis del sacchetto da 40 grammi (25 euro, “ma è bio, eh”).

Mi ha spiegato che la cannabis del sacchettino viene “dall’Austria” (forse l’ha comprata lì, ma sul sacchetto c’è scritto che è prodotta in Repubblica Ceca) e che “lì sono molto rigidi sugli standard di coltivazione”.

Tisana di cannabis? No, non si può.
Tisana di cannabis? No, non si può.

Coltivare cannabis e fumarla: due cose diverse

Coltivare cannabis non è un reato. Va bene. Purché sia certificata la provenienza dei semi. E sul sacchettino c’è scritto che il THC è inferiore ai limiti di legge.

E che se ne può fare un “uso industriale e artigianale, per ricerca e sviluppo”. Ah.

Per cui non posso farci farci la tisana.

E quella nel barattolino verde chic?

Perché quella lì doveva accompagnarsi, secondo il mio venditore di fiducia, a un alambicco ad hoc per fumarla.

Gli chiedo se sia legale: “Certo! Ovvio che è legale! Altrimenti non la venderei!”. Ma fumarla. “Ovvio! Il THC è inferiore ai limiti di legge”.

Va beh, ciccio, ma qui c’è scritto altro.

Cannabis e scemenze

Sul barattolino c’è scritto “prodotto tecnico” qualsiasi cosa voglia dire, “collezionistico e/o ricerca”. E ancora, e qui viene il bello “non destinato all’uso umano”.

Ah ma dai. Ma quindi cosa me ne faccio?

Lo apro e guardo intensamente le infiorescenze di cannabis? E cos’è l’uso tecnico? Oddio, scriverne un post è un uso tecnico, sono a posto.

Un volantino trovato in farmacia: dice che la cannabis non è destinata all'uso umano.
Un volantino trovato in farmacia: dice che la cannabis non è destinata all’uso umano.

Cannabis in farmacia

Esco dal negozio con le mie due confezioni di cannabis sperando di non incrociare cani antidroga e controlli di polizia (sì, sì, è legale, ma non si sa mai, metti che trovo quello troppo solerte) e vado a fare due commissioni.

A un certo punto mi viene in mente che mi manca il dentifricio dei denti sensibili molto e vado in farmacia. Una caso, in centro a Milano.

Sul bancone c’è un espositore con tre barattoli e un foglio illustrativo di Canagen Pharma.

Chiedo alla farmacista cosa sia (persisto, ormai compresa e sicura, nel mio ruolo di finta tonta che mi viene talmente bene che par vero).

Lei stupita mi guarda e mi risponde che è “cannabis, serve per curarsi”. Ah.

Le chiedo se sia legale e lei “certo che è legale, altrimenti non la venderemmo”. “E cosa cura? E come si usa?”.

Imbarazzata parecchio, la farmacista cerca negli altri clienti solidarietà, credo. Ma ormai siamo in tre a guardarla in attesa di risposte decenti.

“Si usa come si usa la cannabis”. Dopo questo resoconto di eccezionale completezza, prendo il dentifricio e il volantino della cannabis ed esco.

Ora mi spiego perché nel negozio ci fossero i barattoli con la lente di ingrandimento. Perché è solo per collezionisti.
Ora mi spiego perché nel negozio ci fossero i barattoli con la lente di ingrandimento. Perché è solo per collezionisti.

Niente: la cannabis si può solo guardare

Leggo il volantino e vado sul sito di Canagen Pharma perché, davvero, qualcosa non torna.

Allora. La farmacista mi dice che la cannabis serve per curare, ed è farmacista, mica la prima che passa per strada. Mi fa anche notare l’alta concentrazione di CBD.

In realtà noto anche la concentrazione di THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) che va dallo 0,4 allo 0,5 (il limite in Italia è 0,6).

Nei barattoli ci sono i fiori essiccati. Poi c’è tutto uno spiegone di come viene coltivata, che è tutta biologica, fatta bene, a mano, in Italia.

Sì, ma con ‘sti fiori nei barattolini che ci devo fare?

Arrivo alla fine del volantino, alla parte “Avvertenze” e riporto quanto scritto:

“non contiene materiale e/o sostanze dannose all’uomo.

Prodotto tecnico, collezionistico e/o ricerca. Non destinato all’uso umano.

Non ingerire, non inalare e non fumare.

Non è un prodotto alimentare.

Tenere fuori dalla portata dei bambini. Livello di THC nel rispetto della legge 242/2016 e per tutti gli usi previsti dalla legge 242/2016.

Un uso diverso da quello indicato può comportare controlli e sanzioni”.

Ah. Hai capito? Quindi la farmacista mi ha detto che la cannabis mi cura. Ma come?

Quando non è chiaro, non è legale

Diciamocelo: è una presa per il culo.

Il legislatore ha fatto una legge che può essere facilmente aggirata.

E nessuno si è ancora allarmato a sufficienza. Per cui non ci sono controlli e, da qui a quando salterà fuori che, oibò, forse la gente non si limita a fissarla e basta, c’è chi si arricchirà tremendamente.

Entrare in un negozio pulito e ben arredato o in farmacia non genera nessuna allerta, nessun allarme. Niente.

Non c’è pericolo. Diverso è andare al parco della Vetra e comprare, senza far troppo casino, dieci euro di maria.

In realtà, il tizio che mi ha consigliato di fare una tisana con la cannabis ha consigliato male. Malissimo.

E così la farmacista.

Tanto è vero che quelli di Canagen sono furbi e scrivono nel loro sito che i loro prodotti non sono farmaci, non servono per curarsi né per altro.

Loro vendono prodotti per il collezionismo e la ricerca, tanto quanto il negozio dove ho comprato il barattolo e il sacchetto. Tutto lì.

Tutto lì?

🙂