Maschi femmine. E le femmine in rosa.

Il colore rosa, la violenza e il rispetto

Maschi femmine. E le femmine in rosa.
Maschi femmine. E le femmine in rosa.

Il colore rosa domina gli accessori, gli abiti e le scarpe (soprattutto sportive) per donne. O da femmina, se vi piace di più.

Nonostante si parli, spesso senza cognizione di causa, di fermare la violenza sulle donne, i produttori di moda, dalle magliette per bambini alle scarpe da running, sembrano fermi ai blocchi di partenza.

Provate a fare un giro da Decathlon, nella corsia della corsa, e vedrete il rosa declinato in miriadi di sfumature: dal pallido al fucsia acceso.

Abbigliamento per bambini? Uguale: se fate un giro nel back to school, ed è ancora periodo, troverete gli zaini “da maschio” con gli Avengers e gli zaini “da femmina” in tripudi principeschi di rosa.

Il colore rosa e le scarpe sportive.
Il colore rosa e le scarpe sportive.

Sportive, mascoline ma pur sempre di colore rosa

Il colore rosa domina anche quei settori che, per loro natura, sono meno “da femmina”. Eppure. Siete femmina e cercate una scarpa da trekking con numero inferiore al 40?

Troverete fregi, stringhe, suole rosa. Se non tutto lo scarpone rosa. Fucsia. Viola. Magari con le stringhe verde acqua.

La volevate nera, la scarpa da trekking? No, nera, no. Spiace perché spiace, ma le facciamo solo “da uomo” dal 40 in su.

Ma davvero?

Eppure hanno risposto così in tanti, compresi quelli di La Sportiva che è un marchio che certo non fa ballerine e scarpe da sera. Ma nere e gialle, le scarpe, le fa solo in certi numeri. Non da donna (parole loro).

Da uomo e da donna: separiamoli bene

Ultimamente c’è una pubblicità di Saucony, che fa scarpe sportive, in cui è la lei di turno a dare una mela a lui, giusto per far intendere che le cose possono anche cambiare.

Altri colori, per uomo.
Altri colori, per uomo.
Colore rosa (o al limite verde acqua) per donne.
Colore rosa (o al limite verde acqua) per donne.

Non fosse che lei indossa le scarpe rosa e lui azzurre, magari ci si potrebbe anche credere.

Ho fatto un giro sul loro sito: nel loro catalogo le scarpe da uomo non hanno niente di rosa. Nessuna scarpa da uomo. E ‘sta mela, quindi? Come rivoluzionari, alla Saucony, sono dei dilettanti.

Vale anche il contrario, quindi, sul fattore rosa. Negli anni Ottanta e Novanta il rosa andava per tutti, non solo per le donne (la Lacoste rosa pallido era un must).

Oggi se un uomo, o comunque una persona con un numero di scarpe superiore al 40, volesse acquistare un paio di scarpe con del rosa, probabilmente farebbe fatica a trovarle.

Tulle, glitter e colore rosa

Forse stiamo tornando indietro, un indietro che però non si capisce bene dove affondi le radici. Chi, come me, era bambino negli anni Settanta non ha mai dovuto indossare il rosa per forza. Perché non c’era altra scelta.

Colore rosa? Non pervenuto.
Colore rosa? Non pervenuto.

C’erano jeans blu, magliette rosse, blu, gialle e verdi, Adidas bianche e blu. Rosa, non pervenuto.

Eppure non si parlava di gender e di altre etichette utili solo per i tremebondi che senza una regola, un colore, un cartellino non sanno stare al mondo (e disturbano gli altri con le loro paranoie).

Fino a che le scarpe da running saranno rosa e le magliette sportive glitterate, difficilmente riusciremo a combattere la violenza sulle donne.

Perché le donne saranno sempre femmine. Tutte di colore rosa vestite, così che sia più semplice individuarle.

E se le bambine, a scuola, all’asilo, hanno la vestina di tulle e devono stare attente a non sporcarsi, allora non cresceranno libere.

E se per caso una di loro volesse mettersi una t shirt degli Avengers, allora forse che sia lesbica? Perché se ha i capelli corti e si veste da maschio, allora forse ha un problema. E fa vergognare mamma e papà.

Magari è il caso di portarla a curarsi.

E da qui ad accendere il rogo il passo, non sembra, ma è breve.