Analfabeti funzionali Vip edition

Il tweet di Rita Pavone contro Greta Thunberg.
Il tweet di Rita Pavone contro Greta Thunberg.

Analfabeti funzionali sono quelli che, pur parlando italiano e sapendo scrivere, hanno enormi difficoltà a capire ed elaborare il web. E soprattutto il mondo.

Vedono complotti, dietrologie e scie chimiche ovunque.

Succede quindi che se ne escano con una sciocchezza dietro l’altra. Un po’ come lo scemo del villaggio che vaneggia al bar e viene preso per il culo da tutti.

Solo che, disgraziatamente, gli analfabeti funzionali sono tanti scemi del villaggio che si danno man forte uno con l’altro nella loro incapacità di vedere al di là del loro naso.

Forse anche per colpa di chi analfabeta funzionale non è, ma non ha voglia né tempo da perdere appresso a questa povera gente incapace di vedere una notizia anche se ci sbatte contro.

Analfabeti funzionali: il mondo fuori portata

Per gli analfabeti funzionali tutto quello che accade ha poco senso o non ce l’ha del tutto. O peggio, ha un senso recondito, nascosto, sinistro.

Misurano qualsiasi cosa ponendosi al centro di tutto, egoriferiti e immobili, non capiscono il progresso, non capiscono la scienza, non capiscono le persone buone e le azioni belle.

Gli analfabeti funzionali sono come Re Mida, anche se meno preziosi. Tutto quello che toccano diventa fango, si scioglie in una poltiglia densa e appiccicosa e probabilmente anche maleodorante, di cospirazioni da quattro soldi e idee inesistenti.

Greta-Thunberg
Greta Thunberg.

Mentre il mondo cambia

Ed ecco che mentre Greta Thunberg, eco attivista sedicenne svedese, viene candidata per il premio Nobel per la pace, Rita Pavone, forse obnubilata dalla troppa pappa col pomodoro, trova la “bimba con le treccine” simile a un personaggio da film horror.

In realtà Rita Pavone dice esattamente cosa le provoca Greta: disagio.

Esatto. Disagio. Una sedicenne che, da tempo, passa i suoi venerdì seduta fuori dal parlamento svedese e che chiede ai politici di parlare con gli scienziati così da capire come evitare un disastro ecologico, mette a disagio.

Ma certo che lo fa. Perché ha solo sedici anni. Perché è una figura immensa, storica ancora prima che la storia sia scritta.

E noi guardiamo ammirati la calma e la lucidità di Greta e diciamo ai nostri figli, nipoti, ragazzi di andare insieme a Greta a dire la loro, perché è giusto che lo facciano, perché è ora. Perché Greta ha la forza e la potenza rivoluzionaria del buonsenso e dell’intelligenza.

Ed è una calma che non ci mette a disagio, anzi, è una calma che ci fa sperare, che ci fa credere che il futuro è dietro l’angolo e se ha la forza di Greta, allora sarà un futuro brillante, meraviglioso.

Gli analfabeti funzionali, invece, provano disagio. Forse perché gli analfabeti funzionali trovano difficile fare la raccolta differenziata (“cosa la faccio a fare, tanto poi buttano tutto nello stesso calderone”), come mai potrebbero comprendere cosa sta facendo Greta?

Quale altro sentimento, se non il disagio, potrebbe smuovere una ecoattivista di sedici anni in gente incartapecorita e ferma ai blocchi di partenza da mezzo secolo?

Mentre lo scemo del villaggio, quando va bene, prende uno scappellotto e con una pedata nel culo viene buttato fuori dal bar, gli analfabeti funzionali, in questo malinteso senso di democrazia, manifestano con la cattiveria, con lo sberleffo.

E dire che dovrebbero solo tacere. Solo tacere.