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Posts Tagged ‘bullismo’

Della prepotenza: come buttare la comunicazione nel cesso

3 febbraio 2015 7 commenti
La meravigliosa targhetta sulla porta da uno dei film di Fantozzi.

La meravigliosa targhetta sulla porta da uno dei film di Fantozzi.

Il titolo mi è uscito male e mi scuso per la parola “cesso”. Una prece, invece, va alla comunicazione.

E’ successo, giorni fa, che una segretaria con cui mi è capitato di avere a che fare abbia avuto un problema con una mia fattura. Lo ammetto: sono una totale incapace a fare le fatture. So fare le equazioni di secondo grado, ma calcolare l’Iva al 22% e la ritenuta d’acconto al 20% sono scogli insuperabili.

La mia commercialista, la paziente e sempre presente Gabriella, ormai è rassegnata. Sorride benevola, ma solo perché è una brava persona, tanto che vorrei portarle tipo dei pasticcini o la colazione, solo per farmi perdonare gli errori.

Comunque. La mia incapacità è venuta fuori e, come di consueto, ho sbagliato un’altra fattura. Vengo contattata dalla segretaria che mi fa notare che la fattura è sbagliata e poi vengo subito dopo contattata, via mail, da una tizia, immagino su richiesta della segretaria, che mi fa una lezione e mi dice di non far perdere tempo agli altri.

In sostanza mi mette articoli di legge, parole in maiuscolo, copia&incolla di testi giuridici e stralci di diritto amministrativo. Ci ho messo tre minuti a leggere la sua mail e due ore per capirla. Cioè, in sostanza era un corso di economia sintetizzato. Giusto per dirmi quanto ignorante fossi. Prosegui la lettura…

Ragazzino seviziato a Napoli: non è bullismo è tentato omicidio

10 ottobre 2014 16 commenti
La vergogna. Un momento fugace.

La vergogna. Un momento fugace.

A Napoli l’8 ottobre un ragazzino di 14 anni è stato accerchiato da tre 24enni ed è stato seviziato. Dopo un’operazione di sette ore sembra che le sue condizioni stiano migliorando. Pare che il motivo, o meglio il movente, contro il ragazzino seviziato fosse il sovrappeso. I tre 24enni hanno iniziato dileggiandolo e infine sono arrivati alla violenza.

Per la maggior parte si è parlato di un atto di bullismo che ha trasceso, è sconfinato in violenza sessuale e quindi in tentato omicidio. Ma non è bullismo. Non lo è affatto. Per bullismo si intende un insieme di comportamenti di ostracismo, minacce, esclusione, violenze perpetrati a scuola tra coetanei.

Tre 24enni che seviziano un ragazzino di 14 anni sono tre stronzi che tentano di ammazzarlo. Niente di più e niente di meno.

Le giustificazioni addotte dai genitori sono agghiaccianti. In sostanza se uno non ammazza un altro è una brava persona. Se uno voleva solo fare uno scherzo è una brava persona. Se uno è giovane è ancora un ragazzino, è cocco di mamma, è ancora in una qualche fase.

In realtà siamo di fronte a una reazione triviale: la madre che giustifica il figlio che a momenti ammazza un ragazzino è una donna incapace di responsabilità. Una donna da clan. Qualcuno che è abituato a fare soprusi fino al limite della decenza, fino al limite della vita. Perché finché lasci vivo l’avversario non è successo niente, giusto? Prosegui la lettura…

Piccoli violenti crescono: poche parole sulla maleducazione

30 luglio 2013 4 commenti
Navar.

Navar.

Stamattina, come tutte le mattine, Navar, il gatto, era in cortile steso al sole come uno straccio. Il bagno di sole procedeva bene tanto che, ovviamente, il felino si è addormentato nel giro di tre minuti. A svegliarlo sono state le consuete urla della vicina di casa e dei suoi due figlioli.

Le urla dei bimbi sono divertenti nella maggior parte dei casi. Sono urla semplici: l’urlo di è felice di stare al mondo. E fanno bene all’anima.

E un po’ meno bene fanno le urla di chi è abituato a tenere il volume della voce alto solo per occupare il silenzio. La mia vicina di casa è una donna tutta nervi e teorie. In pratica è una che sembra arrabbiata con Dio, con se stessa e con il mondo, ma soprattutto con i suoi due figli, per averle impedito di continuare a fare quello che faceva prima.

Perché il cielo è blu

Motivo per cui enuncia con fervore da invasata e decibel da rockstar che “mamma adesso vi porta di sopra e vi prepara il pranzo”, “ora dovete aspettare mamma che lega la bici”, “tesoro, non dare i calci alla mamma”, “forza campione!”, “amore, non devi picchiare tua sorella”, “mamma vi ha detto di non litigare”.

Premesso che mi è sempre sfuggito il motivo per cui alcune madri parlino prevalentemente in terza persona, la mia vicina è il tipo di madre “pedagogica”. Quel tipo di madre che ha la necessità, il bisogno fisico, di insegnare. A tutti i costi. Il cancello si chiude? Mamma ti spiega perché. Il cielo è blu? Mamma ti spiega perché. Prosegui la lettura…

Il crimine a scuola: bulli e pupe

Bullismo. Chi ha il pollice opponibile contro chi non ce l’ha.

Secondo le ultime notizie, la chirurgia estetica pare sia in aumento (30%) tra i bambini. Il motivo? Evitare di subire atti di bullismo. Sempre secondo lo studio i ragazzini con le orecchie a sventola e il naso storto pare siano il bersaglio ideale dei bulli.

Da adulti, tra amici, spesso si ricordano i tempi andati, quando eravamo ragazzini e frequentavamo la scuola. In questi incontri è facile riconoscere chi, nel gruppo, si è davvero divertito, quelli che, sì, “erano proprio bei tempi” e quelli che invece “il passato, per fortuna, è passato”.

In ogni classe, allora come ora, ci sono tipi diversi, come in famiglia (dove tutti hanno la loro zia Pina) e al lavoro (dove tutti hanno una Patty, uguale uguale a quella di Camera Cafè). In ogni classe c’è lo spilungone, il quatrocchi e il ciccione. E, ovviamente, quello con le orecchie a sventola. Poi ci sono quelli popolari. Popolari da morire, a volte.
La vittima predestinata

E allora, via con i ricordi. Te lo ricordi Ciccio? Era davvero grosso, però era simpatico. Quante gliene abbiamo dette, però. E poi c’era lo Smilzo. Mai ricordato il nome, era lo Smilzo e basta. Era davvero un tipo strano, con quegli occhiali spessi tenuti insieme con lo scotch e la balbuzie che ci faceva ammazzare dalle risate! Prosegui la lettura…