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Posts Tagged ‘cesare lombroso’

Astronauti e violenza. Un protocollo italiano

26 aprile 2016 4 commenti
Samantha Cristoforetti astronauta e trekker

L’astronauta Samantha Cristoforetti e il saluto vulcaniano.

Gli astronauti possono diventare violenti? E come? L’avvocato (e antropologo e criminologo) Vincenzo Lusa e l’antropologa Annarita Franza hanno presentato al 68° congresso dell’American Academy of Forensic Sciences di Las Vegas (21-27 febbraio 2016) il loro lavoro.

Uno studio su polimorfismi e anomalie del cervello in grado di predisporre alla devianza applicato all’esplorazione dello spazio. Ovvero: se siamo predisposti a esplosioni di violenza, cosa potrebbe accadere se fossimo anche intrappolati su una navicella spaziale?

La Nasa non ha un protocollo in questo senso e il lavoro di Lusa e Franza ha avuto una vasta eco sulle riviste specializzate e sulla stampa estera. Qui un po’ meno. Ma si sa, no? Nessuno è profeta in patria. E la cosa è un po’ irritante. Ma Vincenzo e Annarita sembrano non badarci.

Proseguono dritti per la loro strada. Li ho incontrati al  meeting di Las Vegas e il loro lavoro mi ha affascinato. Mi sono venuti in mente film su film. Oltre alle meravigliose foto scattate nello spazio da Samantha Cristoforetti (che tra l’altro oggi compie gli anni, auguri Samantha!).

Si legge nell’abstract di Lusa e Franza dal titolo Dalle scienze forensi alle stelle: “Questo lavoro consentirà di far scoprire ai giuristi e scienziati forensi quali sono i vantaggi connessi alla creazione di un protocollo di sicurezza, ideato a salvaguardia dell’impiego di uomini in missioni ove si trovino isolati e in luoghi ristretti per lungo tempo, in grado di individuare sia le tipologie di biomarcatori predittivi del comportamento umano, nonché le anomalie strutturali e funzionali dei distretti cerebrali tali da favorire atti criminali”. Prosegui la lettura…

Categorie:libri e cose

Ha la faccia colpevole! Lombroso aiutami tu

15 settembre 2014 4 commenti
Il ladro di Lombroso e Sean Penn. Secondo me un po' si somigliano.

Il ladro secondo Cesare Lombroso e Sean Penn. Secondo me un po’ si somigliano.

La domanda che arriva molto più spesso di quanto pensassi è questa: “Ma dalla faccia si capisce che è colpevole?”, talvolta più che una domanda è un’affermazione vera e propria: “Dalla faccia si capisce che è colpevole!”. Ogni tanto è più una cosa tra sé e sé: “Certo che con quella faccia, non può che essere colpevole“.

Comunque la faccia c’entra sempre. E non solo per capire se uno è o meno colpevole di qualcosa. Nei curricula è buona norma inserire una foto (una in cui, magari, non sembriamo avere l’aria del serial killer della prota accanto, tipo) perché, piaccia o meno, chi ci seleziona vuole vederci in faccia.

Facciamo la stessa cosa quando decidiamo, senza che sia accaduto niente di eccezionale, di cambiare marciapiedi se la persona che ci sta venendo incontro non ci piace. Quello ha una faccia che non mi piace. E cambiamo strada. Qualcuno, a volte, esita perché non fa bello comportarsi così. Ma sarebbe meglio ascoltare l’istinto.

Brutte facce

L’istinto ha sempre ragione. Magari ce l’ha sul lungo periodo. Magari non possiamo metterci a verificare se davvero aveva ragione oppure no. Dato che la storia non si fa con i “se”: se non avessi cambiato marciapiedi non sarebbe successo niente. E come si fa a dirlo? Poco importa di verificare. Meglio restare vivi con i dubbi.

Cesare Lombroso è il padre dell’antropologia criminale. Osannato dai suoi contemporanei e da quelli di poco dopo successivi la sua morte è poi caduto in disgrazia. O almeno così si dice. Lombroso era geniale. I suoi studi sono geniali (leggere L’uomo delinquente è un’esperienza interessante). Prosegui la lettura…

Ho visto cose… La mostra permanente di arte criminologica

La riproduzione del corpo mummificato di Vincenzo Verzeni.

La riproduzione del corpo mummificato di Vincenzo Verzeni.

L’avevo incontrato su un mercato di vecchie cose. Sul suo banchetto c’erano oggetti piuttosto bizzarri: riproduzioni di mani di criminali, riproduzione di teschi, riproduzioni di visi stile Lombroso. Da lontano il banchetto di Roberto Paparella era tra quelli che urlano: “Avvicinati! Non puoi sfuggirmi! Vieni a vedere!”. E così, ovviamente, mi sono avvicinata.

Roberto fa “arte criminologica”: le riproduzioni in resina le fa lui. Ma sa anche parecchio di crimine: tutto ciò che riguarda l’Italia e gli omicidi lui la sa. Il suo biglietto da visita è fatto come uno degli annunci funebri che ci sono in giro per i paesi e le piccole città. Certo, io devo solo tacere, dato che sul mio c’è una bella (e finta) chiazza di sangue.

Fatto sta che oggi, complice una giornata tanto libera quanto uggiosa, ho pensato di andarlo a trovare per vedere la sua mostra permanente di arte criminologica. Olevano di Lomellina è un posto un po’ sperduto dopo Mortara (provincia di Pavia andando verso Alessandria). Ma Cascina Bianca dove sta Roberto è davvero in mezzo al nulla.

Sono stata accolta da una allegra famigliola di cani pacifici e dal sorriso e dall’entusiasmo di Roberto che, nonostante stesse pranzando, mi ha subito introdotta alla mostra nel sottotetto della cascina. A dirla tutta pensavo di trovare un’accozzaglia di cose senza capo né coda. E invece no. Prosegui la lettura…

Omicidi: possibile prevederli (e prevenirli)?

Una delle tante teste conservate al museo Lombroso.

Una delle tante teste conservate al museo Lombroso.

Il dibattito parte da lontano. A fasi alterne è stato un argomento che ha affascinato tutti: antropologi, sociologi, cartomanti, psicologi, psichiatri, criminologi, criminalisti, sensitivi, giornalisti, politici e tutti quelli che non ho nominato. Cesare Lombroso è, e resta (piaccia o no), il più famoso scienziato che abbia mai affrontato la questione.

E che abbia avuto il coraggio (la sfrontatezza, quasi) di dire esattamente quello che pensava, ovvero che qualcuno di noi nasce con il male dentro. Aveva individuato il problema nella fossetta occipitale.

Una sorta di avvallamento nel cranio a cui, dopo aver aperto una quantità invereconda di crani (di criminali morti, of course), aveva dato la colpa. Ma Lombroso era un verificazionista: cercava solo conferme alle sue ipotesi e, indovinate un po’? Le trovava!

Il verificazionismo infatti non funziona, non ha mai funzionato e mai funzionerà. Se siete in cerca di uno schema, di una spiegazione o di una risposta li troverete. Perché vorrete trovarli. E per il semplice fatto che li state cercando.

Se Lombroso avesse usato il falsificazionismo, ovvero smontare un tassello dopo l’altro le sue tesi per capire se potevano essere davvero confermate, probabilmente si sarebbe accorto da solo che no, la fossetta occipitale non è il luogo dove risiede il male. Il medico che gli fece l’autopsia (aveva donato il suo corpo alla scienza) quella fossetta la trovò anche nel suo di cranio. Una disdetta. Fortuna che Lombroso era già morto, altrimenti gli sarebbe preso un colpo. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Guarda che faccia! Lombroso e le sue teorie

La craniometria. Uno strumento ad hoc, il craniometro, misura la testa.

Qualcuno ha inviato un’email, qualcun altro ha commentato le foto di Andrei Chikatilo segnalando che, in effetti, con una faccia del genere la voglia di cambiare marciapiede, incontrandolo, sarebbe venuta a chiunque anche a chi non è un fan di Lombroso. Stesso dicasi per Ed Kemper.

Cesare Lombroso è una figura piuttosto controversa nel panorama scientifico e, in particolar modo, criminologico. Da un lato c’è chi gli riconosce il merito di aver tirato fuori nuove teorie, dall’altro ci sono quelli (i più) che non hanno gradito i suoi metodi che scientifico avevano ben poco.
La “colpa” più grande di Lombroso sembra essere, stando ai saggi dedicati a lui e ai suoi lavori, quella di aver verificato le sue teorie invece che falsificarle (il metodo falsificazionista “distrugge” la teoria, se la teoria, dopo la distruzione regge, allora significa che è una buona teoria). Prosegui la lettura…
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