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Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà

La copertina dell'ebook "Crimini e Serie Tv - L'omicidio fra piccolo schermo e realtà".

La copertina dell’ebook “Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà”.

Che differenze ci sono fra le indagini condotte dai detective nelle serie poliziesche e la realtà? Come funzionano davvero gli strumenti a disposizione della scientifica di CSI? I serial killer della tv come Dexter Morgan sono simili a quelli che esistono realmente?

A questi e a molti altri interrogativi risponde Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà, frutto del lavoro di due giornaliste – una criminologa e una specialista del piccolo schermo – che hanno dato vita a un saggio dall’approccio inedito, che unisce competenze diverse per raccontare agli appassionati di telefilm e di indagini i segreti degli sceneggiatori che rivedono le procedure reali per renderle più avvincenti.

Cristina Brondoni, criminologa forense, giornalista per un quotidiano on line, per il mensile Armi e Balistica e per il suo blog tutticrimini, ci racconta come pensano i serial killer, come agisce la scientifica sulla scena di un (vero) crimine, quali trasformazioni subiscono i corpi dopo il decesso e come queste trasformazioni siano fondamentali per supportare il lavoro degli investigatori.

Chiara Poli, giornalista specializzata in serie tv, autrice fra gli altri di Maniaci seriali – Le serie tv e i loro fan e La vita è un telefilm, firma per diversi anni del Magazine on line delle reti del gruppo FOX per Fox Channels Italy, cita gli episodi e le interpretazioni più memorabili e si unisce a Cristina Brondoni nel progetto di restituire un’immagine più chiara delle differenze fra piccolo e schermo e realtà, ma anche dei meccanismi di narrazione che su queste differenze fondano le storie che appassionano milioni di telespettatori in tutto il mondo.

“Crimini e Serie TV” è un viaggio affascinante nel mondo del crimine reale e fittizio, nelle tecniche di investigazione, nella mente dei serial killer della tv e della cronaca nera, nell’attualità dei fatti di cronaca (anche quelli che hanno coinvolto i volti noti del piccolo schermo) e degli “spettatori omicidi”, ovvero gli assassini che hanno dichiarato di essersi ispirati a una serie tv o a un episodio. È un viaggio nella storia dei telefilm, nell’evoluzione dell’omicidio nel genere “principe” della tv, il poliziesco, e nel contributo che questo stesso genere ha dato alle produzioni televisive e cinematografiche che ne sono derivate, alla cultura popolare e all’immaginario collettivo. Con oltre 160 serie tv prese ad esempio (da Dexter a Criminal Minds, da C.S.I. a The Walking Dead, da 24 a Lost, da Perry Mason a Colombo). A tal proposito, solo un’ultima cosa: “Crimini e serie tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà” è disponibile esclusivamente in ebook dal 24 ottobre presso i migliori store on line, al prezzo di € 3,99. Per acquistarlo su Amazon, clicca QUI.

Categorie:libri e cose

L’attimo di rabbia tra la normalità e la tragedia

La rabbia arriva quando qualcosa o qualcuno si frappone tra noi e la nostra meta.

Non ci ho visto più. In genere questa è la frase che pronuncia chi, in preda alla rabbia, ammazza qualcuno, così, sui due piedi. Magari quella mattina si era anche alzato di buon umore, aveva fatto colazione leggendo il giornale e poi, come tutti giorni, aveva preso il bus per andare al lavoro.

Nemmeno ci pensava ad ammazzare qualcuno. Poi sul mezzo il tizio che parlava al cellulare e la donna con la sporta della spesa diventano improvvisamente insopportabili, nemici, ostili. E l’arrivo in ufficio si complica. I colleghi sembrano tutti partecipare alle qualificazioni olimpiche per il più stronzo del reame.

E, alla fine, il capo se ne esce con l’ennesima frase perentoria e senza rispetto davanti a tutti. E lì, in ufficio, davanti ai colleghi, afferrare il primo paio di forbici e piantarlo nella giugulare del malcapitato è un attimo. Proprio come schiacciare tra le mani un pomodoro maturo. Facile. E veloce.

Un attimo. Non uno qualunque. E’ quell’attimo lì. Quello che sta a cavallo tra la vita di tutti i giorni e la tragedia. E poi ci sono i commenti di chi conosce bene l’aggressore che “era tanto una brava persona”, “uno che non avrebbe fatto male a una mosca”, “uno che se avevi bisogno era pronto a darti una mano”.

E allora? Chi sono le brave persone che ammazzano? Sono chiunque. Sono quelli che, alla fine, si sono arresi e hanno ceduto alle loro pulsioni, alla rabbia che si accumula, un giorno dopo l’altro, per un’esistenza intera, fino a che non c’è più posto per nient’altro.

Se sul mezzo pubblico non ci fosse stato il maleducato che parlava ad alta voce al cellulare e la tizia abbruttita da una vita senz’arte con la sua grossa sporta di provviste, e se in ufficio i colleghi fossero stati disposti a un sorriso invece che all’ennesima frecciata e se il capo, quel capo che dovrebbe essere di più e meglio degli altri, non si fosse dimostrato meschino e gretto, allora forse le cose sarebbero andate diversamente.

Forse.

 

Rapinatori sparano alla vittima. Dinamiche e colpe

Meglio evitare di sfidare il rapinatore. Potrebbe aver contemplato l’omicidio per garantirsi la fuga.

E’ successo a Pontedera il 18 giugno. Un uomo è stato avvicinato da un gruppo di rapinatori che aveva messo a segno un colpo in un vicino supermercato. I malviventi gli hanno chiesto l’auto per fuggire, ma l’uomo ha reagito negando il mezzo. Uno dei rapinatori lo ha colpito al volto sparandogli un colpo di pistola.

Da un punto di vista criminologico e vittimologico si può parlare di victim precipitation, ovvero del fatto che la situazione è precipitata per colpa della vittima.

La vittima, di solito, soprattutto sui giornali e in tv, non ha alcuna colpa. E’ vittima, ed essendo vittima è al riparo da qualsiasi cosa. Da un punto di vista legale è giusto e doveroso. Ma dal punto di vista di pura criminologia le cose stanno diversamente.

Molto spesso, troppo spesso, una situazione che poteva risolversi in un reato, sicuramente odioso, ma non certo letale, peggiora perché la vittima ci mette del suo. Questo non significa che apparire o essere arrendevoli di fronte a chi ci sta rubando l’auto sia un modo scientificamente provato per non ricevere un colpo di pistola in pieno viso, ma nella maggior parte dei casi funziona meglio che opporre resistenza. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

I messaggi televisivi, le menti deboli e la rabbia

21 maggio 2012 2 commenti

Televisione. Con neve.

La televisione è un’invenzione grandiosa. Il televisore, come elettrodomestico, ha dato vita, in pochi anni, a una serie di contenuti, la televisione, appunto, che ha surclassato il cinema, la radio, i giornali e i libri. La tv è immediata, offre immagini del qui e ora ed è alla portata di tutti. Il sogno di Dante Alighieri che sperava in un qualcosa di volgare, di popolare.

E più (nazional) popolare e volgare della tv c’è ben poco. Dante, naturalmente, quando parlava di volgare parlava di non latino, di un qualcosa che potesse raggiungere tutti quanti, che potesse insegnare e far progredire. E la televisione, fortunatamente, tutto questo lo ha fatto e continua a farlo.

Ci sono stati negli anni gli apocalittici, convinti che la tv fosse una cattiva maestra pronta a far danni, e gli integrati che invece, dato che la tv è stata inventata, meglio prendere tutto ciò che di buono può offrire. Ma il mondo, quello vero, non è fatto solo di apocalittici e integrati. E’ fatto da tutti quanti. Anche da chi, la tv, non la capisce. O la capisce a modo suo. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

L’evoluzione dell’omicidio nelle serie tv

17 maggio 2012 2 commenti

Il secondo episodio della prima stagione di CSI: Cool Change. In primo piano la vittima. A destra Gil Grissom.

Una volta, agli albori della serialità televisiva, dei decessi, in genere, si parlava e basta. Eventualmente c’erano inquadrature lontane e confuse che riprendevano la vittima distesa compostamente e, al limite, giusto un po’ scarmigliata.

Il tenente Colombo i cui primi episodi andarono in onda, in America, nel 1968 era un tizio decisamente stazzonato che usava molto di più il ragionamento che le armi e che aveva sempre un occhio di riguardo sia per la vittima che per il colpevole.
Nel telefilm le vittime, se erano uomini, avevano, in alcuni casi, il rivolo di sangue di un bel rosso squillante sul bavero della giacca. Se invece le vittime erano donne allora era la pettinatura a far intendere allo spettatore che, sì, la ragazza era decisamente morta.
Patologi e poliziotti
Quincy (1976) è l’antesignano di CSI. La serie tv prende il titolo dal nome del protagonista, Quincy, un patologo legale che risolve un caso di omicidio dietro l’altro. A differenza del citato CSI in Quincy (Jack Klugman) non solo le autopsie non si vedono, ma difficilmente si vedono gli attori che impersonano, immobili e muti, i cadaveri. Teli verdi e primi piani sul viso dubbioso del patologo è tutto quello in cui lo spettatore può sperare. Prosegui la lettura…
Categorie:serie tv crime

Il crimine a scuola: bulli e pupe

Bullismo. Chi ha il pollice opponibile contro chi non ce l’ha.

Secondo le ultime notizie, la chirurgia estetica pare sia in aumento (30%) tra i bambini. Il motivo? Evitare di subire atti di bullismo. Sempre secondo lo studio i ragazzini con le orecchie a sventola e il naso storto pare siano il bersaglio ideale dei bulli.

Da adulti, tra amici, spesso si ricordano i tempi andati, quando eravamo ragazzini e frequentavamo la scuola. In questi incontri è facile riconoscere chi, nel gruppo, si è davvero divertito, quelli che, sì, “erano proprio bei tempi” e quelli che invece “il passato, per fortuna, è passato”.

In ogni classe, allora come ora, ci sono tipi diversi, come in famiglia (dove tutti hanno la loro zia Pina) e al lavoro (dove tutti hanno una Patty, uguale uguale a quella di Camera Cafè). In ogni classe c’è lo spilungone, il quatrocchi e il ciccione. E, ovviamente, quello con le orecchie a sventola. Poi ci sono quelli popolari. Popolari da morire, a volte.
La vittima predestinata

E allora, via con i ricordi. Te lo ricordi Ciccio? Era davvero grosso, però era simpatico. Quante gliene abbiamo dette, però. E poi c’era lo Smilzo. Mai ricordato il nome, era lo Smilzo e basta. Era davvero un tipo strano, con quegli occhiali spessi tenuti insieme con lo scotch e la balbuzie che ci faceva ammazzare dalle risate! Prosegui la lettura…
Categorie:crimini

La serialità dei criminali – Non solo serial killer

Ladri d’appartamento. Criminali seriali.

A Milano, una ragazzina di 13 anni è stata violentata sotto casa. Si era fermata davanti alla portineria di un palazzo per ripararsi dalla pioggia ed è stata avvicinata da un uomo che, dopo averla spinta nell’atrio del palazzo, l’ha stuprata. Ci sono voluti un po’ di giorni, ma la polizia lo ha individuato e ha scoperto che è uno stupratore seriale.

La notizia pare aver destato parecchia attenzione. Ed è normale. La vittima è una bambina che, quasi sicuramente (anche se l’augurio è ben altro), ricorderà per tutta la vita la drammatica esperienza. Il violentatore, come detto, non è alla sua prima violenza. Fatto questo, però, che dovrebbe essere indagato più da vicino. Criminologicamente parlando.

Gli stupratori, di base, difficilmente sono stupratori una tantum. Più facilmente sono dediti con certa scientifica sistematicità (quando ne sentono il bisogno, quando gli si presenta l’occasione) alla violenza sulle donne (e/o sui minori). Che poi non vengano scoperti (perché non lasciano tracce o perché le vittime non li denunciano) è un’altra faccenda. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Zodiac, il serial killer dei messaggi cifrati

10 maggio 2012 2 commenti

La patente di guida del principale indiziato, Arthur Leigh Allen.

La prima notizia, quella più importante e tragica allo stesso tempo, è che Zodiac non è mai stato preso. Per anni ha agito indisturbato in California, la prima vittima accertata (nel senso che ha fatto sapere con una nota che l’aveva uccisa lui) è stata Cheri Jo Bates, una studentessa universitaria di 18 anni aggredita nel parcheggio del campus e sgozzata.
Era il 30 ottobre 1966. Nel novembre dello stesso anno una lettera spedita a un giornale locale avvertiva che “non è la prima e non sarà l’ultima“.
Da quel momento in poi le forze di polizia iniziarono a indagare su vecchi casi per cercare delle connessioni con l’omicidio di Cheri, mentre il killer prese l’abitudine di scrivere lettere a tutti quanti: alla polizia, ma anche al padre della ragazza. Prosegui la lettura…
Categorie:serial killer

10 Serie Tv crime

CSI – La prima serie tv è del 2000. Ha dato vita a CSI: Miami e CSI: New York.

CSI – Scena del crimine


La regina delle serie tv dedicate alle scienze forensi. Gli appassionati del genere, dal 2000 in poi, hanno potuto avvicinarsi al metodo scientifico come mai era successo prima. Lo spettatore ha ottenuto un posto in prima fila, al di qua del nastro giallo“crime scene do not cross”.Il telefilm ha dato a da due spin off: CSI Miami nel 2002 e CSI New York nel 2004. La serie ha scatenato nelle giurie di mezzo mondo quello è che stato definito il CSI Effect, ovvero la richiesta per confrontare Dna e impronte digitali.

Criminal Minds


Creata nel 2005, la serie offre una visione dall’interno dell’unità di analisi comportamentale dell’Fbi, praticamente dove è nato il criminal profiling. Una squadra di agenti indaga sui delitti più strani, efferati, cruenti commessi negli Stati Uniti. Molta parte della fiction è tratta dalla realtà.
Categorie:serie tv crime

I delitti della camera da letto

Scena del crimine in camera da letto.

In provincia di Napoli una donna di 36 anni, Alessandra Cubeddo, è stata trovata morta in camera da letto. A ucciderla sembra sia stato il compagno, un ex agente di polizia 59enne in preda alla depressione e alla paura di essere gravemente malato. Sembra che i due litigassero spesso.

Lui, in base a quanto ha dichiarato alle autorità, al culmine dell’ennesimo litigio ha afferrato la testa di Alessandra e l’ha fatta battere ripetutamente sul pavimento fino a provocare la morte della donna. Poi ha tentato di rianimarla, ma senza successo. Era appena rincasato dopo aver accompagnato a scuola la loro figlia di sei anni. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
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