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Ignoranti da social: non ne so niente, ma ascolta me

Fiammiferi, colori e Dna. Eh, se togli la striscia e metti la striscia, combacia.

Fiammiferi, colori e Dna. Eh, se togli la striscia e metti la striscia, combacia. E la risposta alla domanda sull’affidabilità del Dna in ambito forense è: “Sì”.

Ieri sera è uscita la notizia che Massimo Bossetti, unico imputato per la morte di Yara Gambirasio, ha tentato il suicidio in carcere. Ancora non è chiaro come sia successo e il motivo per cui è stato tentato il gesto (e se il gesto fosse dimostrativo o meno).

Ma la notizia, anche se par strano, non è questa. Non qui, almeno. La notizia è che mi sono soffermata a leggere, da circa tre ore, i commenti e gli status in alcuni gruppi e di singoli su Facebook in merito al tentato suicidio.

Leggo e leggo e leggo e non riesco a staccarmi dalle puttanate galattiche che vengono scritte. Sono affascinata dal modo di scriverle, dall’originalità degli insulti (ce n’è per tutti) e dalla costruzione delle frasi oltre che dall’abuso di maiuscole.

In particolare le pagine e i gruppi dedicati a Bossetti da torme di donne che sembrano conoscerlo fin da quando era bambino (MASSY SIAMO CON TEEEEE!!!, MASSY RESISTI!) e c’è da credere che, a dispetto di quanto millantano, non l’abbiano nemmeno mai visto dal vero.

Paiono delle groupie tanto quanto quelle che seguono i cantanti e gli attori convinte che, quella volta che lui dal palco ha guardato i 50mila di San Siro, stesse guardando proprio loro e solo loro, dev’essere così: perché hanno incrociato lo sguardo. Lo sanno. Lo sentono. Prosegui la lettura…

Violenza, lacrime e sangue: il vero finale delle fiabe

10 luglio 2014 2 commenti
Cenerentola versione Stargazer-Gemini.

Cenerentola versione Stargazer-Gemini.

Oggi si parla di fiabe grazie ad Antonella, Francesco e Valentina che su facebook hanno lanciato il discorso sul vero finale delle fiabe. Perché siamo nati in un’epoca in cui era già arrivato quel patito del lieto fine di Walt Disney a rovinarle. Se siete molto, molto, molto romantici questo post non è affatto per voi. Che si sappia.

Se invece vi piace il crimine (senza esagerare, mi raccomando) allora potrebbe essere che sappiate già che le fiabe non sono nate così come ce le hanno lette i nostri genitori. Le fiabe, infatti, affondano le radici nella notte dei tempi e hanno un intento pedagogico: tenere lontano i bimbi dai pericoli.

E come si fa a tenere lontano un bambino dal male? Semplice. Lo si spaventa a morte. Raccontandogli dell’orco cattivo. Poi magari crescerà con qualche lieve problema di adattamento e afflitto da qualche disturbo comportamentale, ma almeno non si farà ammazzare alla prima occasione andando per boschi in cerca di farfalle e caramelle.

Non solo. Alcune erano per adulti e avevano un chiaro obiettivo morale: separare le cose giuste dalle cose sbagliate. Oppure semplicemente condannare i vizi o sottolineare la pericolosità di certi atteggiamenti. Erano rivolte a un pubblico aristocratico ed erano prese come una sorta di monito.

La Bella Addormentata e la violenza sessuale

La storia della Bella Addormentata è molto antica dato che risale alla metà del 1300 e narra la vicenda di Troilo innamorato di Zellandine. Il padre della ragazza per testare l’amore di Troilo la fa cadere in un sonno profondo. Quando Troilo torna la mette incinta (mentre lei dorme, esatto). Prosegui la lettura…

MasterChef, pentole e profili: con quel coltello in mano…

6 febbraio 2014 4 commenti
Rachida a MasterChef Italia.

Rachida a MasterChef Italia.

Guardo MasterChef Italia insieme agli amici del gruppo facebook Divano&Fornelli. E’ la prima edizione che guardo. E la guardo sempre grazie alle parole dell’amica Chiara Poli (“non lo guardi? Ma sei pazza?!”).

Non l’ho mai guardato prima un po’ perché cucinare non è esattamente una passione, ma più che altro una necessità e un po’ perché quantità di cibo superiori a un piatto scarso mi agitano.

Fatto sta che MasterChef è entusiasmante. E ancora di più lo è tracciare il profilo dei concorrenti in base agli ingredienti scelti, al loro modo di cucinarli, di maneggiarli e di presentarli.

Non è un profilo criminologico, ovvio, si tratta più che altro di un profilo divertissment. Non serve a niente. A meno che qualcuno non abbia intenzione, una volta conclusa la trasmissione, di assumere qualcuno dei concorrenti.

La persona che più mi ha colpita è Rachida. Chi guarda la trasmissione la conosce sicuramente. Chi non la guarda può trovare qualcosa qui. Ma è proprio solo qualcosa. Perché tutto il resto esce durante la trasmissione.

Rachida è marocchina. Durante le selezioni ha avuto una seconda, enorme, possibilità. Ha potuto cucinare il suo piatto a casa. Inizialmente l’ho trovata una cosa giusta. Rachida sembrava talmente emotiva da non riuscire a respirare.

Motivo per cui darle l’opportunità di cucinare nel posto a lei più congeniale sembrava un gesto, da parte dei tre chef giudici, nobile e illuminato. Alla fine, se fossi stata una degli altri concorrenti, avrei avuto qualcosa da dire. Prosegui la lettura…

Predatori sessuali e ingenuità da social network

Una schermata, allarmante, di Facebook.

Una schermata, allarmante, di Facebook.

In Italia sono tutti stati felici quando è stata approvata la legge sulla privacy. Come se la legge sulla privacy fosse una siepe a nasconderci dagli sguardi dei vicini, o un ombrello a proteggerci dalla merda che, periodicamente, rischia di cascarci addosso, o uno scudo, come quello fiscale.

Ci sono quelli che si arrabbiano a morte se qualcuno li chiama a casa e partono con il terzo grado all’intervistatore telefonico (che di base, poveretto, non è colpevole di nulla, se non di aver accettato un lavoro da schiavo): “Come ha avuto il mio numero? Chi glielo ha dato? Come si permette di invadere la mia privacy?” e tutta una serie di altre amenità.

Comunque. Su Facebook poi, si pubblica di tutto. Nel mio caso ho qualcosa tipo 900 amici. Essendo, oltre che narcisista, anche un filino anti sociale, non li conosco tutti personalmente. Alcuni sì, certo, la maggior parte no. Ma sono contenta, di leggere di loro, di vedere le foto delle loro vacanze e di ascoltare pareri su un sacco di cose .

Senza pensarci

Ho imparato molto, tra l’altro. E l’argomento del momento, la nascita del Royal Baby, mi diverte parecchio: un raggio di luce e di allegria in mezzo a un tripudio di morti ammazzati. Resto invece sempre molto colpita dall’ingenuità che è sintomo, quasi sempre, di bontà d’animo, di alcuni.

Una mamma meravigliosa che conosco da quando eravamo piccole, ma piccole piccole, oggi ha pubblicato la foto scattata con il cellulare al cartello che i suoi due splendidi bimbi hanno appeso probabilmente sul cancello della loro villetta. Il cartello ci dice che loro due, i fratellini, sono pronti a dare lezioni di tiro con l’arco a chiunque ne avesse bisogno. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
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