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Posts Tagged ‘killer’

Dennis Nilsen e le sue memorie da serial killer

25 novembre 2013 2 commenti
Dennis Nilsen in una foto pubblicata dal Mirror.

Dennis Nilsen in una foto pubblicata dal Mirror.

Nonostante il divieto impostogli dalle autorità britanniche di pubblicare le sue memorie in un libro, il serial killer scozzese Dennis Nilsen, detenuto nelle carceri di sua maestà, è riuscito a eludere qualsiasi sistema di sorveglianza e a far giungere il suo pensiero sul web.

Strano, si sono detti quelli che avrebbero dovuto impedirlo. Strano sì, dato che Dennis Nilsen non ha accesso alla rete internet. Fatto sta che i primi giorni di novembre 2013 un estratto del libro che ha scritto nel 1996 sui delitti che ha commesso è misteriosamente stato pubblicato.

Dennis Nilsen (70 anni) è stato condannato al carcere a vita per sei omicidi e due tentati omicidi. Tra il 1978 e il 1983 ha commesso quindici omicidi tutti ai danni di giovani uomini e di ragazzi. In patria è conosciuto anche come l’Omicida di Muswell Hill (zona in cui era solito attaccare le vittime). Successivamente è stato chiamato Kindly Killer (il Killer benevolo, volendo tradurre).

I sacchi contenti resti umani trovati a casa di Nilsen dalla polizia.

I sacchi con i resti umani trovati a casa di Nilsen.

Dennis Nilsen come Jeffrey Dahmer

Il suo modus operandi è stato definito “agghiacciante” da più di un investigatore. Nielsen strangolava e annegava le sue vittime. Una volta uccise le lavava e le vestiva. Attendeva un po’ prima di sezionarle e smembrarle. I resti finivano bruciati o più semplicemente smaltiti attraverso il lavandino di casa, al 23 di Cranley Gardens, Muswell Hill, North London.

Il fatto che sia stato definito “kindly” non toglie nulla alla sua ferocia. Dennis Nilsen era solito compiere atti di necrofilia. Le sue vittime erano per lo più senza tetto e omosessuali che si prostituivano. Vittime facili, ad alto rischio: se scomparivano, infatti, nessuno correva alla polizia a reclamare un’indagine.

Nilsen è stato definito il Jeffrey Dahmer britannico per il medesimo approccio: avvicinava il disperato di turno con l’offerta di un posto caldo in cui dormire, cibo e sesso occasionale. Una volta ottenuta la fiducia del malcapitato (e c’è da scommetterci che non fosse un’operazione lunga e complicata) lo strangolava e annegava durante la notte. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

L’uomo nero, l’orco e il babau

23 maggio 2012 3 commenti

Cappuccetto Rosso e il lupo cattivo.

Alla fine, a Brindisi, i due sospetti, che secondo molti erano praticamente già in arresto e quasi alla gogna ripristinata per l’occasione, sono stati rilasciati. Probabilmente con un “Ok, grazie, ci scusi e tante care cose”. I due erano stati fermati perché pareva che somigliassero un po’ a chi, ripreso da una telecamera, potrebbe aver fatto saltare l’ordigno che ha ucciso Melissa Bassi.

E invece no. Certo, uno dei due ha detto che il tutto è stato un incubo e che a momenti gli si rovinava l’esistenza. E c’è da crederlo. Difficile, una volta che si viene etichettati come mostri ammazza bambini, scrollarsi di dosso il marchio di Caino stampato a fuoco sulla fronte.

Eppure sembra che, ogni volta, nessuno riesca a ricordare cos’è successo la volta precedente o a un’altra latitudine, ma in un caso simile. Il fermo immagine della tv a circuito chiuso del chiosco davanti alla scuola era già sui giornali prima che gli investigatori fermassero i sospetti.

Possibile mai? Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Il fascino oscuro dei serial killer

Alcuni dei serial killer più famosi (e noti).

I serial killer sono interessanti (da un punto di vista criminologico) ed esercitano un certo fascino (dal punto di vista fiction) perché il motivo per cui uccidono non è chiaro. Non del tutto, almeno. Si sa, di loro, che ammazzano per procurarsi piacere. Ma poi la scelta della vittima, il modus operandi, la firma e i trofei sono tutt’altra cosa. E il fascino sta proprio in questo.

Di alcuni delitti non si parla proprio. Non perché i giornalisti siano persone cattive o distratte, ma perché di alcuni crimini interessa poco. E sono quelli in cui il movente è sotto gli occhi di tutti, il colpevole è già stato beccato (in genere coincide con il principale sospettato) e i giochi sono già chiusi ancora prima di cominciare.
Delitti noiosi, delitti interessanti
I soldi sono il movente che spinge parecchia gente a commettere un crimine. Vuoi che si tratti di furto, di rapina o di omicidio. In qualche caso, se i soldi non c’entrano, c’entra il sesso. Solo che le storie in cui c’è sesso interessano anche ai giornali. Perché? Perché il sesso fa vendere i giornali. Prosegui la lettura…
Categorie:serial killer

Barbie che uccidono: un mix fra le miniature di CSI e Dexter

Barbie con armi da fuoco (appese alla parete) e improprie (quella che sta usando, per esempio). Almeno tre le vittime

Le foto su internet sono davvero parecchie. Sono a tutti gli effetti scene del crimine, la protagonista è la Barbie. Ken è la vittima. Le ambientazioni sono tutte domestiche. L’idea sembra arrivare dal killer delle miniature di Grissom in CSI, vi ricordate? A Gil Grissom, (ora ex) capo della scientifica di Las Vegas, arrivavano queste scatole che contenevano miniature di scene del crimine.

A lui il compito di scoprire il killer. Anche perché le miniature rappresentavano crimini che non erano ancora stati compiuti per cui c’era il gioco della corsa contro il tempo. Ma in più occasioni (fino all’arresto del killer, ovviamente) le miniature e le scene del crimine combaciavano alla perfezione.

Ma il killer delle miniature non usava la Barbie. No, quella invece è stata usata dal killer del camion frigo in Dexter. Il protagonista, Dexter Morgan, trova prima una Barbie nel frigorifero tutta tagliata a pezzi con dei simpatici nastrini rossi su ogni parte amputata. Il killer del camion frigo, infatti, ammazzava le sue vittime facendole a pezzi (e non prima di averle surgelate).

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Barbie omicida: le scene del crimine

Il killer di Tolosa – Terrorista o cane sciolto?

Polizia di Tolosa durante l'assedio a Mareh.

Polizia di Tolosa durante l’assedio a Mareh.

Alla fine, dopo 30 ore d’assedio e contrariamente ai desideri del presidente Nicolas Sarkozy, Mohammed Merah è morto. Quasi sicuramente ucciso da un colpo alla testa sparato dalla polizia.

Il presunto killer dei militari e degli ebrei di Tolosa non si è arreso proprio come aveva preannunciato.
Come per Jarmoune, il marocchino 20enne arrestato perché progettava, pare, un attentato alla sinagoga di Milano, il movente pare fosse la Jihad, la guerra santa.
Ma sia Merah che Jarmoune sembrano più simili a cani sciolti, a schegge impazzite, piuttosto che a martiri pronti a immolarsi per la causa. In genere gli attentati in piena regola sono pianificati per causare il maggior danno possibile e indurre chi l’ha subìto e chi ne ha solo sentito parlare alla paura, al terrore (terrorismo, appunto). Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
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