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Posts Tagged ‘lie to me’

Aggressività, rabbia e omicidi: non riconoscere le emozioni

25 febbraio 2014 4 commenti
La rabbia espressa da Tim Roth in Lie To Me.

La rabbia espressa da Tim Roth in Lie To Me.

Nelle società occidentali gli adulti tendono a insegnare ai più piccoli il vivere civile. Ovvero l’adeguarsi a una società che è fatta di regole, di usi, costumi e consuetudini. Secondo Charles Darwin non è il più forte a sopravvivere, ma il più adatto. E adeguarsi significa adattarsi. Più o meno.

La notizia dell’aggressione di un tassista da parte di un pedone è su tutti i giornali. Il pedone attraversava sulle strisce pedonali con la sua compagna, incinta di 8 mesi, e secondo una prima ricostruzione il tassita ha frenato all’ultimo momento rischiando di travolgerli. A quel punto il pedone ha danneggiato il veicolo del tassita.

Il quale è sceso ed è stato colpito dal passante che, in quel momento, al ritorno dalla spesa, aveva in mano una confezione da quattro bottiglie da un litro e mezzo di acqua. Il tassista è caduto a terra, tramortito. La compagna del pedone, secondo i testimoni, ha tentato di trattanere il partner sul posto. Ma i due, alla fine se ne sono andati. Dopo aver lasciato i propri dati agli astanti.

La rabbia è un’emozione forte. E la si prova molto spesso. La proviamo fin da piccoli. Qualcuno si arrabbia poco, qualcuno si arrabbia molto. Ci si arrabbia per i motivi più disparati e non è necessario che siano motivi “alti”. Ci si può arrabbiare perché è finito il dentifricio o perché non ci hanno dato la precedenza sulle strisce pedonali. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

La menzogna – Milano 9 e 10 novembre 2013

Pinocchio

Pinocchio

Un corso in due giorni per addentrarsi nei meandri della menzogna. Dalle piccole bugie dei bambini fino alle grandi menzogne come quelle dei serial killer che, per anni, vivono accanto a ignari vicini di casa che, nella maggior parte dei casi, li considerano ottimi membri della comunità e li frequentano con una certa assidua sistematicità.

E dei truffatori, dei ladri e dei bugiardi patologici per arrivare a chi mente per non ferire il prossimo, perché a volte la verità fa male.

E’ davvero possibile dire la verità, tutta la verità e niente altro che la verità? O si tratta di una formula che è diventata mito?

Perché mentiamo? Quando mentiamo? E come? E gli altri? Capiscono che stiamo mentendo? E noi siamo bravi a capire se gli altri ci stanno mentendo? Esiste davvero un metodo infallibile per afferrare la verità?

Queste e altre domande (e relative risposte) al corso “Disvelamento della menzogna”

Spazio Sugus – via Jacopo dal Verme 4 – Milano (zona Isola, fermata MM2 Garibaldi)

Sabato 9 dalle 9.45 alle 18

Domenica 10 dalle 10 alle 15

Per informazioni e iscrizioni: Centro Studi Scena del Crimine

 

Categorie:corsi

La menzogna – Un mini corso – 13 marzo 2013 h. 19 – Milano

Un po' di Lie To Me.

Un po’ di Lie To Me.

Chi ha visto la serie tv Lie To Me probabilmente sa già che tutti, per un motivo o per l’altro, mentiamo. E lo facciamo più volte al giorno. Chi non ha visto la serie tv conosce proverbi e i detti in merito alle bugie.

La menzogna accompagna la nostra vita quotidiana. Sono i nostri genitori che, per primi, ci insegnano a raccontare balle (salvo poi arrabbiarsi quando le diciamo a loro): “Devi dire alla zia che il libro ti è piaciuto!”, “Ma mamma! Non volevo nemmeno un libro, avrei voluto…”, “Non mi importa! Non devi offendere la zia, dille che il libro era bellissimo e basta!”. Et voilà:  piccoli bugiardi crescono.

La menzogna è alla base del politicamente corretto. Avete presente? “Ti trovo bene”. Falso. Ha le occhiaie e il vestito gli sta anche un po’ largo. Ma non è socialmente accettato (e non sarebbe giusto) dire sempre tutta la verità, solo la verità e niente altro che la verità.

Capire chi ci mente, però, può essere utile. Soprattutto nel campo lavorativo: avere le informazioni e averle corrette è fondamentale per la sopravvivenza. L’incontro ha come obiettivo imparare a riconoscere il  segnali, verbali e non verbali, di quando si mente.

L’incontro si terrà a Milano mercoledì 13 marzo 2013 dalle 19 alle 22. Si bissa giovedì 14 marzo dalle 20 alle 23. Il costo è di 30 euro più Iva (36,30 euro Iva inclusa) a partecipante.

Per informazioni e iscrizioni: cbrondoni@gmail.com

 

Categorie:corsi

Da Lie to Me a Paul Ekman e ritorno

Rabbia. Tim Roth in Lie To Me.

Lie to me è una serie televisiva chiusa dopo tre stagioni. Il protagonista è il dottor Cal Lightman (un meraviglioso Tim Roth). Il dottor Lightman è il massimo esperto di espressioni facciali. In sostanza è in grado di leggere le microespressioni che compaiono sul volto di tutti, nessuno escluso a ogni latitudine.

La storia del dottor Lightman è talmente bella che sembra finta. Invece è vera. Nella realtà il massimo esperto di microespressioni facciali si chiama Paul Ekman. Ed è, ovviamente, anche un consulente dell’FBI (oltre che un docente universitario, un autore di libri, un consulente di multinazionali e altro ancora).

La serie, come si diceva, è stata chiusa. Ed è stato un colpo al cuore per molti. Ma tant’è. La teoria di Ekman è che le microespressioni, quelle che durano pochi attimi (decimi di secondo) e che sono difficili, per un occhio non esperto, da cogliere, sono comuni a tutta la popolazione del pianeta a prescindere dalla lingua, dalla cultura e dal background.

Ekman è arrivato a questa conclusione dopo aver vissuto nelle tribù della Papua Nuova Guinea. Ci andò, ormai trent’anni fa, perché era l’unico posto al mondo in cui la gente non era stata a contatto con gli occidentali e, ovviamente, con la televisione e il cinema. Ekman andava in giro chiedendo (tramite un interprete) agli abitanti di descrivere le espressioni che mostrava loro in foto. Prosegui la lettura…

Divi in canotta e sangue: il fascino dell’eroe ferito

Sawyer torturato da Sayid in Lost.

Il cinema ha abituato lo spettatore, per un congruo numero di anni, al divo alla maniera di James Bond: donne che gli cascano in braccio, belle auto, cattivi da uccidere. E mai un problema. Poi, a un certo punto, le cose sono cambiate, anche per James Bond che, interpretato da Daniel Craig, è più ferito di Bruce Willis. Gli sceneggiatori hanno iniziato a proporre l’eroe ferito, in difficoltà tali che a stento ci si crede.

Ed è proprio questo il bello. Riuscire a crederci. Bruce Willis è l’icona dell’attore in canotta e sangue che, normalmente, si butta da grattacieli in fiamme (non prima di aver svuotato qualche caricatore addosso al cattivo). L’eroe, quello romantico, è uno che crede nella causa, che ha i mezzi e le capacità per raggiungere l’obiettivo e che, in genere, ha un antagonista degno di nota.

Dal romanzo giallo al thriller

Diversamente la storia fatica a decollare. I romanzi gialli di un tempo, come quelli di Agatha Christie, di sir Arthur Conan Doyle e di George Simenon, giusto per citare i più famosi, avevano protagonisti dotati di intelligenza, carisma e piccole manie tali da renderli unici e vincenti: Hercule Poirot ferito che combatte con il maggiordomo non si riesce proprio a immaginarlo. Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime
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