Archivio

Posts Tagged ‘pedofilia’

I nomi sulle auto: come diventare e far diventare vittime i figli

26 gennaio 2015 16 commenti
Come diventare vittime: mancano il cellulare e l'indirizzo di casa...

Come diventare vittime: mancano il cellulare e l’indirizzo di casa…

Un tempo guardavo con un misto di sospetto e inquietudine quelli che si attaccavano i dadi di peluche allo specchietto retrovisore dell’auto. In realtà li guardo ancora con sospetto e inquietudine. Ma i dadi di peluche sono il meno dei mali.

Chi decide di personalizzare l’auto di solito ha un tratto narcisistico di personalità. Ovviamente non è una cosa grave. In molti ce l’hanno. Tipo quelli che hanno un blog come questo e che per giunta firmano articoli e vanno, ogni tanto, in tv.

Il tratto narcisistico è quello che spinge (più di altri tratti) ad apparire, a informare gli altri di cose di cui gli altri, molto spesso, farebbero volentieri a meno, soprattutto perché non sentivano il bisogno di essere informati.

I dadi di peluche...

I dadi di peluche…

Detto questo c’è chi sente la necessità di appiccicare sull’auto gli adesivi con il proprio nome, quello del partner, dei figli, del cane e del gatto. La domanda sorge spontanea: perché? Perché non può fare a meno di far sapere al mondo chi diavolo c’è a bordo dell’auto?

Probabilmente quello di mettere i nomi sulle auto è un bisogno di essere riconosciuti come individui, di non passare per un numero, oppure, più semplicemente, di puro e semplice narcisismo: “Ehi, tu, lo so che vivi serenamente la tua vita, ma qui dentro ci sono Davide e Sara e sappi che si amano, cazzo!”. Prosegui la lettura…

Violenza, lacrime e sangue: il vero finale delle fiabe

10 luglio 2014 2 commenti
Cenerentola versione Stargazer-Gemini.

Cenerentola versione Stargazer-Gemini.

Oggi si parla di fiabe grazie ad Antonella, Francesco e Valentina che su facebook hanno lanciato il discorso sul vero finale delle fiabe. Perché siamo nati in un’epoca in cui era già arrivato quel patito del lieto fine di Walt Disney a rovinarle. Se siete molto, molto, molto romantici questo post non è affatto per voi. Che si sappia.

Se invece vi piace il crimine (senza esagerare, mi raccomando) allora potrebbe essere che sappiate già che le fiabe non sono nate così come ce le hanno lette i nostri genitori. Le fiabe, infatti, affondano le radici nella notte dei tempi e hanno un intento pedagogico: tenere lontano i bimbi dai pericoli.

E come si fa a tenere lontano un bambino dal male? Semplice. Lo si spaventa a morte. Raccontandogli dell’orco cattivo. Poi magari crescerà con qualche lieve problema di adattamento e afflitto da qualche disturbo comportamentale, ma almeno non si farà ammazzare alla prima occasione andando per boschi in cerca di farfalle e caramelle.

Non solo. Alcune erano per adulti e avevano un chiaro obiettivo morale: separare le cose giuste dalle cose sbagliate. Oppure semplicemente condannare i vizi o sottolineare la pericolosità di certi atteggiamenti. Erano rivolte a un pubblico aristocratico ed erano prese come una sorta di monito.

La Bella Addormentata e la violenza sessuale

La storia della Bella Addormentata è molto antica dato che risale alla metà del 1300 e narra la vicenda di Troilo innamorato di Zellandine. Il padre della ragazza per testare l’amore di Troilo la fa cadere in un sonno profondo. Quando Troilo torna la mette incinta (mentre lei dorme, esatto). Prosegui la lettura…

A te che hai cercato “come comportarsi con il nonno pedofilo”

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Ci sono volte in cui proprio non si riesce a dormirci sopra. Chi approda su questo blog di solito cerca notizie sui serial killer. C’è anche chi cerca un aiuto perché vittima di mobbing, stalking. O perché il mobbing e lo stalking lo fa. Ma è la prima volta che trovo tra le frasi cercate “come comportarsi con il nonno pedofilo”.

Sei abbastanza grande da sapere che il nonno è pedofilo. E anche abbastanza grande per fare una ricerca di questo tipo su internet. La tua domanda non ha una risposta tipo una ricetta o un incantesimo alla Harry Potter. Innanzitutto stai lontano dal nonno pedofilo: trova una scusa e stagli alla larga.

Cerca di fare in modo di non trovarti da solo o da sola con lui. Ma sicuramente ci hai già pensato. Se ti dice che devi tenere dei segreti o dice che nessuno ti crederà non gli credere. Non so se tu l’abbia già detto ai tuoi genitori, ma immagino di no. O forse hai provato a dirglielo ma loro non ti hanno creduto. O hanno minimizzato.

Se si sono comportati così non significa che non ti credono o che non ti vogliono bene. Sicuramente te ne vogliono. Ma gli adulti sono portati a pensare che i ragazzini esagerano. Che magari l’hanno visto in tv. Oppure c’è una cosa che si chiama “negazione”: semplicemente non ci vogliono credere perché se fosse vero sarebbe un dolore così grande che potrebbero restare schiacciati.

Per cui. Se glielo hai detto e non ti hanno creduto, tu prova ancora. Se invece credi che i tuoi genitori non siano le persone giuste con cui confidarti puoi sempre scegliere uno dei tuoi insegnanti e parlarci. Non so che tipo tu sia, ma è importante, come hai fatto questa ricerca che ti ha portato qui, che racconti a un adulto di cui ti fidi quello che ti capita.

Volendo, se non ci sono adulti di cui ti fidi, puoi rivolgerti direttamente alla polizia o ai carabinieri. Ci puoi andare direttamente. Puoi anche fermarne uno per strada e raccontargli tutto quanto. Oppure puoi chiamarli. La telefonata come saprai è gratuita. I numeri sono il 112 e il 113.

Se non ti piace l’idea di rivolgerti alla polizia o ai carabinieri, puoi chiamare il Telefono Azzurro facendo il 114. Il numero è gratuito e puoi chiamarlo sia dal telefonino che da un telefono fisso. 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. C’è sempre qualcuno che risponde. Sono molto bravi e risolvono situazioni che, vivendole, sembrano irrisolvibili.

Queste sono le poche cose che posso dirti. Ti ho pensato da oggi pomeriggio fino a quest’ora di notte. E spero che tu domani decida di rifare la ricerca in modo da capitare ancora qui. Non è un granché quello che ti ho detto. In alto a destra c’è il mio indirizzo email (cbrondoni@gmail.com). Puoi scrivermi.

Categorie:crimini

Predatori sessuali e ingenuità da social network

Una schermata, allarmante, di Facebook.

Una schermata, allarmante, di Facebook.

In Italia sono tutti stati felici quando è stata approvata la legge sulla privacy. Come se la legge sulla privacy fosse una siepe a nasconderci dagli sguardi dei vicini, o un ombrello a proteggerci dalla merda che, periodicamente, rischia di cascarci addosso, o uno scudo, come quello fiscale.

Ci sono quelli che si arrabbiano a morte se qualcuno li chiama a casa e partono con il terzo grado all’intervistatore telefonico (che di base, poveretto, non è colpevole di nulla, se non di aver accettato un lavoro da schiavo): “Come ha avuto il mio numero? Chi glielo ha dato? Come si permette di invadere la mia privacy?” e tutta una serie di altre amenità.

Comunque. Su Facebook poi, si pubblica di tutto. Nel mio caso ho qualcosa tipo 900 amici. Essendo, oltre che narcisista, anche un filino anti sociale, non li conosco tutti personalmente. Alcuni sì, certo, la maggior parte no. Ma sono contenta, di leggere di loro, di vedere le foto delle loro vacanze e di ascoltare pareri su un sacco di cose .

Senza pensarci

Ho imparato molto, tra l’altro. E l’argomento del momento, la nascita del Royal Baby, mi diverte parecchio: un raggio di luce e di allegria in mezzo a un tripudio di morti ammazzati. Resto invece sempre molto colpita dall’ingenuità che è sintomo, quasi sempre, di bontà d’animo, di alcuni.

Una mamma meravigliosa che conosco da quando eravamo piccole, ma piccole piccole, oggi ha pubblicato la foto scattata con il cellulare al cartello che i suoi due splendidi bimbi hanno appeso probabilmente sul cancello della loro villetta. Il cartello ci dice che loro due, i fratellini, sono pronti a dare lezioni di tiro con l’arco a chiunque ne avesse bisogno. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Abusi sui minori, chi è il pedofilo e come pensa

19 ottobre 2012 4 commenti

“La mamma mandò Cappuccetto Rosso dalla nonna. Da sola”. Agnese, cinque anni: “Certo che i bambini non si mandano da soli nei boschi, eh”.

E’ appena stato reso pubblico negli Stati Uniti un dossier che riguarda un ventennio (1965-85) di abusi sui minori che appartengono ai Boy Scout. E si tratta di un dossier piuttosto corposo dato che si aggira attorno alle 14 mila pagine.

Questo non significa che tutti i boy scout del mondo siano in pericolo e nemmeno significa che tutti quelli che fanno gli educatori nel settore siano dei pedofili.

Il pedofilo, però, per sua natura che, è bene dirlo, è una natura malata, è un essere economico come tutti gli altri. Questo vuol dire che ha bisogno di nutrire la sua inclinazione ovvero avere rapporti sessuali con bambini (sesso ed età dipendono dalle preferenze del pedofilo).

Il DSM IV (il manuale che elenca e spiega le malattie psichiatriche) inserisce la pedofilia tra i disturbi del desiderio sessuale. Il DSM IV “definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi”.

In genere i child molester, i molestatori di bambini, preferiscono i maschi alle femmine. Il pedofilo è una persona che, di solito, si inserisce piuttosto bene nella società. Non solo. Come si diceva è un essere economico e, per questo motivo, cerca lavori che lo mettano a contatto con i minori.

Può fare l’educatore, l’insegnante, il prete, l’allenatore. Di solito si tratta anche di una figura di riferimento (come quelle esemplificative appena citate). Risulta, agli occhi degli adulti, “una brava persona” e, soprattutto, dato il suo ruolo, non risulta affatto sospetto che passi più tempo con i ragazzi che con gli adulti. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti