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Posts Tagged ‘pedofilo’

I nomi sulle auto: come diventare e far diventare vittime i figli

26 gennaio 2015 16 commenti
Come diventare vittime: mancano il cellulare e l'indirizzo di casa...

Come diventare vittime: mancano il cellulare e l’indirizzo di casa…

Un tempo guardavo con un misto di sospetto e inquietudine quelli che si attaccavano i dadi di peluche allo specchietto retrovisore dell’auto. In realtà li guardo ancora con sospetto e inquietudine. Ma i dadi di peluche sono il meno dei mali.

Chi decide di personalizzare l’auto di solito ha un tratto narcisistico di personalità. Ovviamente non è una cosa grave. In molti ce l’hanno. Tipo quelli che hanno un blog come questo e che per giunta firmano articoli e vanno, ogni tanto, in tv.

Il tratto narcisistico è quello che spinge (più di altri tratti) ad apparire, a informare gli altri di cose di cui gli altri, molto spesso, farebbero volentieri a meno, soprattutto perché non sentivano il bisogno di essere informati.

I dadi di peluche...

I dadi di peluche…

Detto questo c’è chi sente la necessità di appiccicare sull’auto gli adesivi con il proprio nome, quello del partner, dei figli, del cane e del gatto. La domanda sorge spontanea: perché? Perché non può fare a meno di far sapere al mondo chi diavolo c’è a bordo dell’auto?

Probabilmente quello di mettere i nomi sulle auto è un bisogno di essere riconosciuti come individui, di non passare per un numero, oppure, più semplicemente, di puro e semplice narcisismo: “Ehi, tu, lo so che vivi serenamente la tua vita, ma qui dentro ci sono Davide e Sara e sappi che si amano, cazzo!”. Prosegui la lettura…

A te che hai cercato “come comportarsi con il nonno pedofilo”

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Se il nonno è pedofilo chiama il 114: loro sanno come aiutarti.

Ci sono volte in cui proprio non si riesce a dormirci sopra. Chi approda su questo blog di solito cerca notizie sui serial killer. C’è anche chi cerca un aiuto perché vittima di mobbing, stalking. O perché il mobbing e lo stalking lo fa. Ma è la prima volta che trovo tra le frasi cercate “come comportarsi con il nonno pedofilo”.

Sei abbastanza grande da sapere che il nonno è pedofilo. E anche abbastanza grande per fare una ricerca di questo tipo su internet. La tua domanda non ha una risposta tipo una ricetta o un incantesimo alla Harry Potter. Innanzitutto stai lontano dal nonno pedofilo: trova una scusa e stagli alla larga.

Cerca di fare in modo di non trovarti da solo o da sola con lui. Ma sicuramente ci hai già pensato. Se ti dice che devi tenere dei segreti o dice che nessuno ti crederà non gli credere. Non so se tu l’abbia già detto ai tuoi genitori, ma immagino di no. O forse hai provato a dirglielo ma loro non ti hanno creduto. O hanno minimizzato.

Se si sono comportati così non significa che non ti credono o che non ti vogliono bene. Sicuramente te ne vogliono. Ma gli adulti sono portati a pensare che i ragazzini esagerano. Che magari l’hanno visto in tv. Oppure c’è una cosa che si chiama “negazione”: semplicemente non ci vogliono credere perché se fosse vero sarebbe un dolore così grande che potrebbero restare schiacciati.

Per cui. Se glielo hai detto e non ti hanno creduto, tu prova ancora. Se invece credi che i tuoi genitori non siano le persone giuste con cui confidarti puoi sempre scegliere uno dei tuoi insegnanti e parlarci. Non so che tipo tu sia, ma è importante, come hai fatto questa ricerca che ti ha portato qui, che racconti a un adulto di cui ti fidi quello che ti capita.

Volendo, se non ci sono adulti di cui ti fidi, puoi rivolgerti direttamente alla polizia o ai carabinieri. Ci puoi andare direttamente. Puoi anche fermarne uno per strada e raccontargli tutto quanto. Oppure puoi chiamarli. La telefonata come saprai è gratuita. I numeri sono il 112 e il 113.

Se non ti piace l’idea di rivolgerti alla polizia o ai carabinieri, puoi chiamare il Telefono Azzurro facendo il 114. Il numero è gratuito e puoi chiamarlo sia dal telefonino che da un telefono fisso. 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno. C’è sempre qualcuno che risponde. Sono molto bravi e risolvono situazioni che, vivendole, sembrano irrisolvibili.

Queste sono le poche cose che posso dirti. Ti ho pensato da oggi pomeriggio fino a quest’ora di notte. E spero che tu domani decida di rifare la ricerca in modo da capitare ancora qui. Non è un granché quello che ti ho detto. In alto a destra c’è il mio indirizzo email (cbrondoni@gmail.com). Puoi scrivermi.

Categorie:crimini

Abusi sui minori, chi è il pedofilo e come pensa

19 ottobre 2012 4 commenti

“La mamma mandò Cappuccetto Rosso dalla nonna. Da sola”. Agnese, cinque anni: “Certo che i bambini non si mandano da soli nei boschi, eh”.

E’ appena stato reso pubblico negli Stati Uniti un dossier che riguarda un ventennio (1965-85) di abusi sui minori che appartengono ai Boy Scout. E si tratta di un dossier piuttosto corposo dato che si aggira attorno alle 14 mila pagine.

Questo non significa che tutti i boy scout del mondo siano in pericolo e nemmeno significa che tutti quelli che fanno gli educatori nel settore siano dei pedofili.

Il pedofilo, però, per sua natura che, è bene dirlo, è una natura malata, è un essere economico come tutti gli altri. Questo vuol dire che ha bisogno di nutrire la sua inclinazione ovvero avere rapporti sessuali con bambini (sesso ed età dipendono dalle preferenze del pedofilo).

Il DSM IV (il manuale che elenca e spiega le malattie psichiatriche) inserisce la pedofilia tra i disturbi del desiderio sessuale. Il DSM IV “definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi”.

In genere i child molester, i molestatori di bambini, preferiscono i maschi alle femmine. Il pedofilo è una persona che, di solito, si inserisce piuttosto bene nella società. Non solo. Come si diceva è un essere economico e, per questo motivo, cerca lavori che lo mettano a contatto con i minori.

Può fare l’educatore, l’insegnante, il prete, l’allenatore. Di solito si tratta anche di una figura di riferimento (come quelle esemplificative appena citate). Risulta, agli occhi degli adulti, “una brava persona” e, soprattutto, dato il suo ruolo, non risulta affatto sospetto che passi più tempo con i ragazzi che con gli adulti. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Etan Patz: indagini a 33 anni dalla scomparsa. E una confessione.

Il volantino per la ricerca di Etan Patz che venne stampato (per la prima volta) sui cartoni del latte. Le indagini sono riprese il 19 aprile 2012.

Etan Patz aveva 6 anni il 25 maggio 1979 quando scomparve a Manhattan tra Prince Street e West Broadway. Sua mamma, Julie, quella mattina aveva deciso che Etan poteva percorrere da solo i due isolati tra la loro abitazione e la fermata dello scuolabus. Era la prima volta che il bambino usciva da solo. E non sarebbe mai più tornato.

Infatti, verso le tre e mezzo di quello stesso giorno, Julie non vide rientrate il figlio e chiamò la polizia. Etan non era andato a scuola e nessuno lo aveva visto sullo scuolabus per cui era scomparso proprio sotto casa. Immediatamente vennero organizzate squadre di poliziotti (un centinaio in tutto) per cercare il piccolo.

La sua storia fece il giro degli Stati Uniti. Il fatto che fosse la prima volta che usciva da solo, tra l’altro, fu un aspetto che i media sottolinearono. Per la prima volta nella storia la fotografia di un minore scomparso venne stampata sui cartoni del latte (in America questa pratica è ancora in uso, insieme all’Amber Alert). Prosegui la lettura…

Categorie:crimini
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