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Posts Tagged ‘scena del crimine’

Body language, menzogna, profiling e serial killer: i corsi

Al TgCom24. A parlare di crimine.

Al TgCom24. A parlare di crimine.

Li stavate aspettando? Magari no. O Magari sì. Fatto sta che loro, i corsi, sono arrivati! Allora. Andiamo con ordine. I corsi si terranno a Milano (presso Gef Consulting – via Cesare Cantù 3 – con vista sul capolinea del tram 3) e sono quattro (come si evince dall’indizio del titolo) e sono il sabato e la domenica (il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 e la domenica dalle 10 alle 15).

Body Language – 8 e 9 febbraio 2014

Il corso è incentrato sul comprendere il proprio modo di comunicare e soprattuttto il modo di comunicare degli altri dal punto di vista verbale e non verbale. Può essere utile in diversi ambiti: familiare, lavorativo. Funziona bene anche se ci si trova nella necessità di negoziare l’acquisto di un libro su una bancarella, volendo.

Menzogna – 22 e 23 marzo 2014

Il corso offre ai partecipanti gli strumenti per individuare e comprendere la menzogna. Di solito chi è un bravo bugiardo riesce a scorgere la menzogna “a istinto”. Chi invece non sa mentire rischia di non accorgersi quando si trova di fronte a una menzogna. Anche in questo caso il corso può essere utile in vari ambiti (anche per trovare il marito ideale, per esempio).

Alessandro Spano, direttore del Centro Studi Scena del Crimine. Sempre al TgCom. Sempre a parlare di crimine.

Alessandro Spano, direttore del Centro Studi Scena del Crimine. Sempre al TgCom. Sempre a parlare di crimine.

Profiling – 8 e 9 marzo 2014

Di solito il profiling lo si conosce per via delle serie tv come Criminal Minds. Il corso è diviso in due parti: una prima parte riguarda il criminal profiling. L’altra parte, invece, è dedicata al profiling nel quotidiano. Può essere interessante in ambito lavorativo (soprattutto per chi seleziona personale).

Serial killer – 22 e 23 marzo 2014

Il corso ha un taglio più scientifico che divulgativo. Di serial killer, infatti, si parla parecchio, ma di solito ci si sofferma soprattutto sul “gossip”. Il corso è incentrato sulla vittimologia, sulle storie di vita degli autori, sulle metodologie impiegate per le indagini e sui casi ancora aperti.

Tutti i corsi prevedono momenti pratici e interattivi e l’impiego di video, fotografie e documentazione per le case history. Alla fine di ogni corso viene rilasciato dall’organizzatore dei corsi Centro Studi Scena del Crimine l’attestato di frequenza.

I corsi sono particolarmente indicati per psicologi, psichiatri, avvocati, giornalisti, insegnanti, appartenenti alle forze dell’ordine.

I costi e agevolazioni

I costi dei corsi: un corso 160 euro, due corsi 250 euro, tre corsi 360 euro, quattro corsi 430 euro
Per iscrizioni entro il 25 gennaio 2014 sono previsti sconti: un corso 130 euro, due corsi 220 euro, tre corsi 330 euro, quattro corsi 400 euro

Per iscrizioni: segreteria@crimesceneinvestigation.it

Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà

La copertina dell'ebook "Crimini e Serie Tv - L'omicidio fra piccolo schermo e realtà".

La copertina dell’ebook “Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà”.

Che differenze ci sono fra le indagini condotte dai detective nelle serie poliziesche e la realtà? Come funzionano davvero gli strumenti a disposizione della scientifica di CSI? I serial killer della tv come Dexter Morgan sono simili a quelli che esistono realmente?

A questi e a molti altri interrogativi risponde Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà, frutto del lavoro di due giornaliste – una criminologa e una specialista del piccolo schermo – che hanno dato vita a un saggio dall’approccio inedito, che unisce competenze diverse per raccontare agli appassionati di telefilm e di indagini i segreti degli sceneggiatori che rivedono le procedure reali per renderle più avvincenti.

Cristina Brondoni, criminologa forense, giornalista per un quotidiano on line, per il mensile Armi e Balistica e per il suo blog tutticrimini, ci racconta come pensano i serial killer, come agisce la scientifica sulla scena di un (vero) crimine, quali trasformazioni subiscono i corpi dopo il decesso e come queste trasformazioni siano fondamentali per supportare il lavoro degli investigatori.

Chiara Poli, giornalista specializzata in serie tv, autrice fra gli altri di Maniaci seriali – Le serie tv e i loro fan e La vita è un telefilm, firma per diversi anni del Magazine on line delle reti del gruppo FOX per Fox Channels Italy, cita gli episodi e le interpretazioni più memorabili e si unisce a Cristina Brondoni nel progetto di restituire un’immagine più chiara delle differenze fra piccolo e schermo e realtà, ma anche dei meccanismi di narrazione che su queste differenze fondano le storie che appassionano milioni di telespettatori in tutto il mondo.

“Crimini e Serie TV” è un viaggio affascinante nel mondo del crimine reale e fittizio, nelle tecniche di investigazione, nella mente dei serial killer della tv e della cronaca nera, nell’attualità dei fatti di cronaca (anche quelli che hanno coinvolto i volti noti del piccolo schermo) e degli “spettatori omicidi”, ovvero gli assassini che hanno dichiarato di essersi ispirati a una serie tv o a un episodio. È un viaggio nella storia dei telefilm, nell’evoluzione dell’omicidio nel genere “principe” della tv, il poliziesco, e nel contributo che questo stesso genere ha dato alle produzioni televisive e cinematografiche che ne sono derivate, alla cultura popolare e all’immaginario collettivo. Con oltre 160 serie tv prese ad esempio (da Dexter a Criminal Minds, da C.S.I. a The Walking Dead, da 24 a Lost, da Perry Mason a Colombo). A tal proposito, solo un’ultima cosa: “Crimini e serie tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà” è disponibile esclusivamente in ebook dal 24 ottobre presso i migliori store on line, al prezzo di € 3,99. Per acquistarlo su Amazon, clicca QUI.

Quattro chiacchiere sulla scena del crimine

La scena del crimine piuttosto affollata: 10 più il morto.

La scena del crimine piuttosto affollata: 10 più il morto.

Mirco Sacher è stato trovato morto alla periferia di Udine. Due ragazze di 15 anni hanno dichiarato di averlo ucciso, soffocandolo, per difendersi da un tentativo di violenza sessuale.

Le indagini si sono aperte con una denuncia contro ignoti perché gli investigatori devono verificare la tesi delle ragazze che sono in stato di fermo.

Di solito, quando si fanno le indagini, ci si organizza innanzitutto per preservare la scena del crimine, ovvero il luogo in cui è stato ritrovato il cadavere che non è necessariamente anche il posto dove si è consumato il delitto. Il corpo potrebbe essere stato portato lì da morto. E la persona, quindi, potrebbe essere stata uccisa da un’altra parte. Si cercano segni di trascinamento, magari residui, impronte di scarpe, cose così insomma. Per cui camminare e stazionare sulla scena del crimine non è una scelta vincente.

Stagione dopo stagione (siamo alla 13esima) CSI ha insegnato che sulla scena è meglio non pasticciare troppo, andarci vestiti adeguatamente, evitare di sparpagliare dna (quello che ognuno di noi si porta appresso) e altre tracce. Perché poi è piuttosto difficile andare a cercare di separare le prove dagli errori.

Incredbilmente non lo dice solo CSI (e sarebbe sufficiente guardare, anche svogliatamente, qualche episodio per imparare qualcosa) ma qualsiasi manuale di intervento sulla scena del crimine, uno per l’altro, senza andare a cercare il top del top. Sulla scena si va con le tute, con i calzari e non ci si affolla tutti insieme. Prosegui la lettura…

Santi e martiri: delitti e scene del crimine

San Sebastiano in un dipinto del Mantegna.

La religione cristiana (cattolica, in particolare) ha un occhio di riguardo per le vite dei santi. Il folklore, poi, ha fatto il resto, per cui, anche chi è ateo, sa che santa Lucia è la protettrice di oculisti e ciechi (oltre che degli elettricisti che, bene o male, hanno sempre a che fare con la luce), san Biagio è quello giusto da invocare in caso di mal di gola e, si è di Palermo, si avrà un occhio di riguardo per santa Rosalia.

Se le vite dei santi sono, per molti interessanti, per altri (magari per i criminologi) sono soprattutto interessanti le loro morti. Leggendo un qualsiasi testo si può, infatti, evincere che in molti subirono il martirio. La criminologia e la criminalistica, in genere, studiano i criminali e, in qualche caso, anche le vittime (o, almeno, lo prescrivono).
I santi sono vittime a tutti gli effetti. Alcuni non hanno fatto niente per impedire di diventarlo, anzi, addirittura qualcuno ha lavorato per venire martirizzato. La parentesi delle torture che, per qualche manciata di secoli, ha accompagnato la storia della Chiesa (sia con i cristiani perseguitati che con gli inquisitori persecutori) è storia nota ai più.
Le loro storie sono piene di dettagli. Per chi non è un appassionato, ma è interessato alla criminologia, è importante sapere che l’iconografia ha dei tratti caratteristici. Quindi, in sostanza, i santini, in alcuni casi rappresentano né più né meno che le scene del crimine, in altri c’è anche l’arma del delitto. Prosegui la lettura…