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Posts Tagged ‘serial killer’

Psicopatici in ufficio – Degli psicopatici / parte 1

Per lo psicopatico il coltello nella schiena potrebbe essere qualcosa di non troppo figurato.

Per lo psicopatico il coltello nella schiena potrebbe essere qualcosa di non troppo figurato.

Lo so. In molti obietteranno subito che “psicopatici” non si dice. Si dice “sociopatici”. Ma non sono una psichiatra e in più a me piace di più psicopatici che sociopatici. Tanto poi è la stessa cosa.

Il DSM V (il libro che dice se siamo matti e in quale misura) lo spiega meglio. Disturbo antisociale di personalità:

disprezzo pervasivo delle regole e violazione dei diritti degli altri che include un insieme di almeno tre dei seguenti comportamenti:

– incapacità di conformarsi alle norme sociale e del rispetto delle leggi;

– scaltrezza che si concretizza con continue menzogne, uso di alias, o con il raggiro per ottenere un vantaggio personale;

– impulsività o incapacità di pianificare a lungo termine;

– irritabilità e aggressività che si concretizzano con liti e violenza;

– non curanza del pericolo e della sicurezza per sé e per gli altri;

– consistente irresponsabilità, che si concretizza nell’incapacità di mantenere un lavoro o di onorare i debiti;

– mancanza di rimorso, indiffrenza o mancanza di senso di colpa dopo aver fatto del male o rubato ad altri

Ted Bundy, serial killer americano, era considerato affascinate. Era bravissimo a fingersi l'uomo ideale.

Ted Bundy, serial killer americano, era considerato affascinate. Era bravissimo a fingersi l’uomo ideale.

Lo psicopatico non prova empatia (quella roba per cui se la nostra amica piange raccontandoci un fatto brutto anche a noi viene da piangere), ma è in grado di capire che gli altri, quelli normali, la provano. Ed è anche in grado di riprodurre, copiando, più o meno perfettamente le espressioni giuste al momento giusto.

Tipo che, anche se non gliene potrebbe fregare di meno, si mette a piangere ai funerali (o almeno fa la faccia contrita dal dolore), sorride ai matrimoni e via dicendo. Ma in cuor suo, un cuore che è giusto una pompa, in questo caso, niente di più, non prova un bel niente.

Ora. Fatta questa già troppo lunga premessa conviene dire che secondo gli studi almeno l’1% della popolazione è affetta da disturbo di personalità antisociale. Questo significa che nella vita di ognuno prima o poi uno psicopatico arriva (a meno che non viviamo da eremiti o non siamo noi gli antisociali di turno). Prosegui la lettura…

Body Language, Menzogna, Profiling e SK: arrivano i corsi!

19 maggio 2014 5 commenti

sk crisCari Tutti,

come state? Questo è un post di servizio. Come illustra entusiasticamente il titolo è in arrivo la terza edizione dei corsi di Body Language, Menzogna, Profiling e Serial Killer.

Ora vado brevemente a presentarli anticipando che tutti e quattro si tengono a Milano, in via Cesare Cantù 3 (MM1 Duomo) il sabato e la domenica.

Il costo di ogni corsi per partecipante è di 110 euro per iscrizioni entro il 25 maggio e di 130 euro per iscrizioni successive al 25 maggio.

Body Language – sabato 21 giugno 2014 – h. 10-13 / 14-18.30

Il linguaggio del corpo vale, durante una qualsiasi conversazione, qualcosa come il 55% di quello che uno sta dicendo. Il 38% lo porta via il modo in cui lo sta dicendo. Solo il 7% è il peso di quello che sta dicendo a parole. Molto poco. In sostanza vale più la forma (visual e vocal) che la sostanza (verbal).

Il corso analizza tutto ciò che riguarda il linguaggio verbale, non verbale ed extra verbale e il fine ultimo è quello di offrire ai partecipanti le nozioni per mettere in atto comunicazioni efficaci (in famiglia, sul lavoro, con gli amici e durante situazioni di emergenza, come una rapina o un incidente stradale). Prosegui la lettura…

Categorie:corsi

Del perché non si riconosce la serialità e non la si ferma in tempo

Il luogo del ritrovamento della donna uccisa a Ugnano.

Il luogo del ritrovamento della donna uccisa a Ugnano.

Sarà sicuramente un post polemico. E chiedo già venia. Ho appena letto il pezzo del Corriere della Sera in merito all’omicidio di Andrea Cristina Zamfir, giovane prostituta, ritrovata il 5 maggio nuda, violentata e legata a una sbarra dalle parti di Scandicci, sotto il cavalcavia dell’A1.

A parlare sono gli abitanti della zona. Che raccontano che di casi come questi ce ne sono stati parecchi: tutte le donne, di solito prostitute con problemi di tossicodipendenza, sono vive. Violentate, seviziate, torturate, ma vive. Gli abitanti raccontano anche un particolare che salta all’occhio come una mosca su una torta di panna.

Tutte sono state legate. E non solo. Sono state legate con un nastro adesivo dell’azienda ospedaliera di Careggi: c’è scritto sul nastro.

Ora. Non serve, probabilmente, un criminologo, per accorgersi che una qualche attintenza, un filo conduttore, tra tutti i casi c’è. Eppure fino adesso, forse anche perché solo una delle prostitute ha fatto denuncia, nessuno pare aver indagato niente. Gli abitanti sostengono che le violenze sono state davvero tante.

La donna di 46 anni che ha sporto denuncia nel 2013 è stata anche ricoverata un mese in ospedale per le emorragie interne causate dalla violenza, che significa che non era una violenza qualunque: era un tentato omicidio. Questo fatto, da solo, sarebbe dovuto bastare per indagare: soprattutto se hai in mano un nastro con l’indirizzo sopra. Prosegui la lettura…

Serial killer in sordina: ergastolo all’angelo della morte

Angelo Stazzi. Angelo della Morte. Ovvero serial killer.

Angelo Stazzi. Angelo della Morte. Ovvero serial killer.

Angelo Stazzi è un serial killer. Stazzi di professione faceva l’infermiere e, durante le ore di lavoro, ha ucciso alcuni pazienti anziani ricoverati in una casa di riposo somministrando loro farmaci in dosi letali. Stazzi, accusato della morte di sette pazienti, è stato condannato all’ergastolo per la morte di cinque di loro.

Tempo fa aveva fatto scalpore il caso del “serial killer” evaso, Bartolomeo Gagliano. In realtà Gagliano non è esattamente un serial killer. Più che altro è un pluriomicida: ha ucciso, cioè, più persone in tempi diversi e in luoghi diversi, ma senza quella premeditazione e quella fantasticheria tipica dell’assassino seriale.

Fatto sta che Gagliano finì su tutte le prime pagine dei giornali precedeuto dal titolo di “serial killer”. Comunque. Si vede che aveva più la faccia da serial killer, chi può dirlo? Angelo Stazzi serial killer lo è per davvero e rientra nella categoria degli Angeli della Morte (o della Misericordia, per alcuni).

Di solito sono persone che lavorano in àmbito ospedaliero o comunque che hanno il compito di prendersi cura di chi è bisognoso: malati, anziani e bambini. Le vittime degli Angeli della Morte sono parecchie. E di solito non destano particolare attenzione. Non è strano, infatti, che in una casa di riposo ci siano dei decessi. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

Omicidi scenografici: serial killer a confronto tra tv e realtà

Omicidio scenografico nella serie tv Dexter.

Omicidio scenografico nella serie tv Dexter.

Ho finito di tenere un corso sui serial killer. No. Non è su come diventare serial killer. E nemmeno su come commettere omicidi seriali senza lasciare tracce. Più che altro verteva sul modo di essere dei serial killer, sulle loro storie di vita, sulla vittimologia, sui numeri, sulle statistiche e su un sacco di altre robe noiose.

Comunque. Il corso è finito. E ho fatto una riflessione (che molti, più bravi e capaci, di me hanno già fatto): le vittime dei serial killer non se le ricorda nessuno. Ci si ricorda dei nomi degli assassini. Ma non delle vittime. Perché sono tante. Sono una dopo l’altra. Sono senza nome e senza volto. Spesso perché il serial killer le ha private anche di quello.

Nella realtà le vittime dei serial killer sono per lo più prostitute, senza fissa dimora, autostoppisti, ragazzini scappati di casa. Gente che, purtroppo, nessuno cerca. Di cui nessuno si accorge se scompare. Non sempre è così, per fortuna, ma i serial killer sono bravi profiler e scelgono le vittime oculatamente.

La realtà, in questo senso, è piuttosto simile a quello che si vede in tv: le vittime ci sono perché sono funzionali alla storia. Niente di più, niente di meno. A meno che la vittima non sia una vittima illustre (come nella realtà), magari la moglie o il figlio del protagonista. Se non il protagonista. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

Camper, serial killer, film horror, zombie e tutto il resto

Il Fleetwood Bounder di Breaking Bad. In uso.

Il Fleetwood Bounder di Breaking Bad. In uso.

Il camper è un mezzo di trasporto piuttosto interessante. Fino a un po’ di tempo fa non ci ho mai fatto caso. Ma da quando sono entrata a far parte (artefice della trasformazione, il marito) del meraviglioso mondo dei camperisti ci faccio caso. Ho sempre considerato il camper un mezzo per vacanzieri disorganizzati.

Invece il camper è qualcosa di ben diverso. Innanzitutto sono stata sbranata quando ho tentato di dire che i camper (e quindi i camperisti) sono tutti uguali. La mia idea di camper era quella dei surfisti degli anni Settanta con il pullmino Volkswagen di un colore improbabile e con le tendine a fiori alle finestre.

E, alla fine, la scelta è caduta su un “furgonato”. Ovvero un camper non-bianco e non-grande. Essere dentro al camper (nel nostro caso un Vars 478 della Helix) con tutto il mondo fuori è una sensazione da antisociali di prima categoria: per cui un’ottima sensazione. Chiudi le porte, le tendine (non a fiori, ma poco ci manca, per colpa mia) e ascolti la pioggia.

O anche niente. E tutto funziona. Fatto sta che da quando ho il camper non ho potuto fare a meno di pensare che una volta dentro al camper fuori può succedere di tutto e si può bellamente ignorare il mondo. Ma, perché c’è un ma, funziona anche al contrario. Dentro (potenzialmente) può succedere di tutto e il mondo se ne frega bellamente.

Così, giusto perché a volte sono più antisociale del solito, ho ripercorso le vite di alcuni serial killer. Perché, se uno fa il serial killer, il camper è il mezzo ideale (che a nessuno vengano idee malsane, mi raccomando). Anche se, quasi tutti, si servono della loro casa. Che ha la sua bella importanza. Comunque. Steven Brian Pennell ha ucciso cinque prostitute tra il 1987 e il 1988. Viaggiava su e giù per il Delaware a bordo del suo camper e lo usava come “covo”. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer

La nona stagione di Criminal Minds: quando si dice il terrore…

La testa mozzata nella stagnola.

La testa mozzata nella stagnola.

E’ andato in onda giorni fa il primo episodio della nona stagione di Criminal Minds. La serie tv non è mai stata tenera. Anzi. Alcune puntate sono memorabili per la tensione e la violenza. Una fra tutte la prima della quinta stagione “Nameless, Faceless” ovvero “Senza nome, senza volto”.

In quel caso il dramma coinvolgeva direttamente il capo della Bau, Aaron Hotchner (Thomas Gibson) che, scovato dal serial killer a cui dà la caccia a momenti viene ammazzato. A momenti.

Nel primo episodio della nona stagione, “L’ispirazione”, abbiamo un altro assassino seriale (ovviamente con la faccia da assassino seriale) che costringe le sue vittime a mangiare la carne (morta) di altre vittime. Secondo l’agente speciale Spencer Reid (noto per essere un genio) questo comportamento un filo estremo va sotto il nome di cannibalismo proiettivo.

Da qualche tempo ascoltando i commenti di amici e parenti che un tempo erano dei divoratori seriali di Criminal Minds sembra che il telefilm sia “troppo”. E in effetti si ha l’impressione che autori e sceneggiatori siano in lizza per le qualificazioni olimpiche per infrangere tutti i tabù. Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime

Body language, menzogna, profiling e serial killer: i corsi

Al TgCom24. A parlare di crimine.

Al TgCom24. A parlare di crimine.

Li stavate aspettando? Magari no. O Magari sì. Fatto sta che loro, i corsi, sono arrivati! Allora. Andiamo con ordine. I corsi si terranno a Milano (presso Gef Consulting – via Cesare Cantù 3 – con vista sul capolinea del tram 3) e sono quattro (come si evince dall’indizio del titolo) e sono il sabato e la domenica (il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 e la domenica dalle 10 alle 15).

Body Language – 8 e 9 febbraio 2014

Il corso è incentrato sul comprendere il proprio modo di comunicare e soprattuttto il modo di comunicare degli altri dal punto di vista verbale e non verbale. Può essere utile in diversi ambiti: familiare, lavorativo. Funziona bene anche se ci si trova nella necessità di negoziare l’acquisto di un libro su una bancarella, volendo.

Menzogna – 22 e 23 marzo 2014

Il corso offre ai partecipanti gli strumenti per individuare e comprendere la menzogna. Di solito chi è un bravo bugiardo riesce a scorgere la menzogna “a istinto”. Chi invece non sa mentire rischia di non accorgersi quando si trova di fronte a una menzogna. Anche in questo caso il corso può essere utile in vari ambiti (anche per trovare il marito ideale, per esempio).

Alessandro Spano, direttore del Centro Studi Scena del Crimine. Sempre al TgCom. Sempre a parlare di crimine.

Alessandro Spano, direttore del Centro Studi Scena del Crimine. Sempre al TgCom. Sempre a parlare di crimine.

Profiling – 8 e 9 marzo 2014

Di solito il profiling lo si conosce per via delle serie tv come Criminal Minds. Il corso è diviso in due parti: una prima parte riguarda il criminal profiling. L’altra parte, invece, è dedicata al profiling nel quotidiano. Può essere interessante in ambito lavorativo (soprattutto per chi seleziona personale).

Serial killer – 22 e 23 marzo 2014

Il corso ha un taglio più scientifico che divulgativo. Di serial killer, infatti, si parla parecchio, ma di solito ci si sofferma soprattutto sul “gossip”. Il corso è incentrato sulla vittimologia, sulle storie di vita degli autori, sulle metodologie impiegate per le indagini e sui casi ancora aperti.

Tutti i corsi prevedono momenti pratici e interattivi e l’impiego di video, fotografie e documentazione per le case history. Alla fine di ogni corso viene rilasciato dall’organizzatore dei corsi Centro Studi Scena del Crimine l’attestato di frequenza.

I corsi sono particolarmente indicati per psicologi, psichiatri, avvocati, giornalisti, insegnanti, appartenenti alle forze dell’ordine.

I costi e agevolazioni

I costi dei corsi: un corso 160 euro, due corsi 250 euro, tre corsi 360 euro, quattro corsi 430 euro
Per iscrizioni entro il 25 gennaio 2014 sono previsti sconti: un corso 130 euro, due corsi 220 euro, tre corsi 330 euro, quattro corsi 400 euro

Per iscrizioni: segreteria@crimesceneinvestigation.it

Categorie:corsi

Non solo Vallanzasca: killer in fuga grazie al permesso premio

Bartolomeo Gagliano, killer in fuga.

Bartolomeo Gagliano, killer in fuga.

Ha ucciso tre persone. Ma non sembra essere un serial killer. Resta il fatto che è un pluriomicida. Bartolomeo Gagliano, 55 anni, in carcere a Genova per rapina stava usufrendo di un permesso premio, uno dei tanti elargiti ai carcerati che fanno i bravi, quando ha deciso di non rientrare dietro le sbarre.

Ha sequestrato un uomo, si è fatto accompagnare a Savona, poi gli ha rubato l’auto e ha proseguito la sua fuga. Prima di andare chissà dove è passato a fare un saluto alla mamma e a fare i bagagli. Si è infatti allontanato su una Panda con tre borse. Non è detto che sia ancora in fuga con la stessa auto o che sia in fuga tout court. Magari ha già raggiunto la meta.

Gagliano per la giustizia è un pazzo, uno che non capisce, che non ha capacità di intedere e di volere, uno che è infermo di mente. A guardarlo bene, però, Gagliano è uno che ha commesso tutti i reati più gravi: omicidio, tre, di cui uno da solo e due con un complice, rapina, furto, lesioni gravi, evasione (sia dal carcere che da istituti psichiatrici).

Insomma, uno che sembra sapere esattamente quello che sta facendo. Il direttore del carcere di Genova ha dichiarato che lui non aveva idea che “Gagliano fosse un omicida”, nel senso che nella sua prigione stava scontando una pena per rapina. Sicuramente sarebbe stato sufficiente dare un occhio al fascicolo del carcerato per sapere che era anche un omicida. Prosegui la lettura…

Categorie:crimini

Dennis Nilsen e le sue memorie da serial killer

25 novembre 2013 2 commenti
Dennis Nilsen in una foto pubblicata dal Mirror.

Dennis Nilsen in una foto pubblicata dal Mirror.

Nonostante il divieto impostogli dalle autorità britanniche di pubblicare le sue memorie in un libro, il serial killer scozzese Dennis Nilsen, detenuto nelle carceri di sua maestà, è riuscito a eludere qualsiasi sistema di sorveglianza e a far giungere il suo pensiero sul web.

Strano, si sono detti quelli che avrebbero dovuto impedirlo. Strano sì, dato che Dennis Nilsen non ha accesso alla rete internet. Fatto sta che i primi giorni di novembre 2013 un estratto del libro che ha scritto nel 1996 sui delitti che ha commesso è misteriosamente stato pubblicato.

Dennis Nilsen (70 anni) è stato condannato al carcere a vita per sei omicidi e due tentati omicidi. Tra il 1978 e il 1983 ha commesso quindici omicidi tutti ai danni di giovani uomini e di ragazzi. In patria è conosciuto anche come l’Omicida di Muswell Hill (zona in cui era solito attaccare le vittime). Successivamente è stato chiamato Kindly Killer (il Killer benevolo, volendo tradurre).

I sacchi contenti resti umani trovati a casa di Nilsen dalla polizia.

I sacchi con i resti umani trovati a casa di Nilsen.

Dennis Nilsen come Jeffrey Dahmer

Il suo modus operandi è stato definito “agghiacciante” da più di un investigatore. Nielsen strangolava e annegava le sue vittime. Una volta uccise le lavava e le vestiva. Attendeva un po’ prima di sezionarle e smembrarle. I resti finivano bruciati o più semplicemente smaltiti attraverso il lavandino di casa, al 23 di Cranley Gardens, Muswell Hill, North London.

Il fatto che sia stato definito “kindly” non toglie nulla alla sua ferocia. Dennis Nilsen era solito compiere atti di necrofilia. Le sue vittime erano per lo più senza tetto e omosessuali che si prostituivano. Vittime facili, ad alto rischio: se scomparivano, infatti, nessuno correva alla polizia a reclamare un’indagine.

Nilsen è stato definito il Jeffrey Dahmer britannico per il medesimo approccio: avvicinava il disperato di turno con l’offerta di un posto caldo in cui dormire, cibo e sesso occasionale. Una volta ottenuta la fiducia del malcapitato (e c’è da scommetterci che non fosse un’operazione lunga e complicata) lo strangolava e annegava durante la notte. Prosegui la lettura…

Categorie:serial killer
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