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Posts Tagged ‘serie tv crime’

La nona stagione di Criminal Minds: quando si dice il terrore…

La testa mozzata nella stagnola.

La testa mozzata nella stagnola.

E’ andato in onda giorni fa il primo episodio della nona stagione di Criminal Minds. La serie tv non è mai stata tenera. Anzi. Alcune puntate sono memorabili per la tensione e la violenza. Una fra tutte la prima della quinta stagione “Nameless, Faceless” ovvero “Senza nome, senza volto”.

In quel caso il dramma coinvolgeva direttamente il capo della Bau, Aaron Hotchner (Thomas Gibson) che, scovato dal serial killer a cui dà la caccia a momenti viene ammazzato. A momenti.

Nel primo episodio della nona stagione, “L’ispirazione”, abbiamo un altro assassino seriale (ovviamente con la faccia da assassino seriale) che costringe le sue vittime a mangiare la carne (morta) di altre vittime. Secondo l’agente speciale Spencer Reid (noto per essere un genio) questo comportamento un filo estremo va sotto il nome di cannibalismo proiettivo.

Da qualche tempo ascoltando i commenti di amici e parenti che un tempo erano dei divoratori seriali di Criminal Minds sembra che il telefilm sia “troppo”. E in effetti si ha l’impressione che autori e sceneggiatori siano in lizza per le qualificazioni olimpiche per infrangere tutti i tabù. Prosegui la lettura…

Categorie:serie tv crime

Starsky & Hutch e la famiglia Manson

Starsky e Gail, la seguace e amante di Simon. Molto simile a Lynette Fromme, seguace di Charles Manson.

Starsky e Gail, la seguace e amante di Simon. Molto simile a Lynette Fromme, seguace di Charles Manson.

Il mercoledì pomeriggio di solito lavoro. Oggi no. Ho pensato di fare poco e niente. Nel poco e niente è compresa la visione di qualche vecchio episodio di qualche vecchia serie tv, tanto per non perdere l’abitudine. Ho scelto, perché era già sul tavolo del soggiorno, la seconda stagione di Starsky & Hutch, episodio 15 “Bagno di sangue”.

La trama è piuttosto semplice: un santone, Simon Marcus, sotto processo per crimini violenti fa rapire dai suoi seguaci il sergente Dave Starsky per ricattare il di lui collega Ken Hutchinson, Hutch per gli amici, minacciando di farlo uccidere dai suoi seguaci e sperando, in questo modo, di essere rilasciato.

Difficile ormai guardare qualsiasi cosa senza fare un qualche collegamento. Simon Marcus, il santone, somiglia in modo piuttosto inquietante a Charles Manson che, sul finire degli anni Sessanta, in California riuscì a circondarsi di giovani seguaci e fece commettere loro una serie di crimini e omicidi che sconvolsero l’America.

Simon Marcus è interpretato da Aesop Aquarian. Il nome mi ha lasciata un po’ perplessa. E anche il viso (ogni tanto è il fantasma di Lombroso a parlare). Aesop, da giovane, nella serie tv (l’episodio è andato in onda, negli Stati Uniti, il primo gennaio 1977), ha lo sguardo rapace, una croce rovesciata sulla fronte (sicuramente dovuta al trucco) e modi di fare fastidiosi. Prosegui la lettura…

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Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà

La copertina dell'ebook "Crimini e Serie Tv - L'omicidio fra piccolo schermo e realtà".

La copertina dell’ebook “Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà”.

Che differenze ci sono fra le indagini condotte dai detective nelle serie poliziesche e la realtà? Come funzionano davvero gli strumenti a disposizione della scientifica di CSI? I serial killer della tv come Dexter Morgan sono simili a quelli che esistono realmente?

A questi e a molti altri interrogativi risponde Crimini e Serie Tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà, frutto del lavoro di due giornaliste – una criminologa e una specialista del piccolo schermo – che hanno dato vita a un saggio dall’approccio inedito, che unisce competenze diverse per raccontare agli appassionati di telefilm e di indagini i segreti degli sceneggiatori che rivedono le procedure reali per renderle più avvincenti.

Cristina Brondoni, criminologa forense, giornalista per un quotidiano on line, per il mensile Armi e Balistica e per il suo blog tutticrimini, ci racconta come pensano i serial killer, come agisce la scientifica sulla scena di un (vero) crimine, quali trasformazioni subiscono i corpi dopo il decesso e come queste trasformazioni siano fondamentali per supportare il lavoro degli investigatori.

Chiara Poli, giornalista specializzata in serie tv, autrice fra gli altri di Maniaci seriali – Le serie tv e i loro fan e La vita è un telefilm, firma per diversi anni del Magazine on line delle reti del gruppo FOX per Fox Channels Italy, cita gli episodi e le interpretazioni più memorabili e si unisce a Cristina Brondoni nel progetto di restituire un’immagine più chiara delle differenze fra piccolo e schermo e realtà, ma anche dei meccanismi di narrazione che su queste differenze fondano le storie che appassionano milioni di telespettatori in tutto il mondo.

“Crimini e Serie TV” è un viaggio affascinante nel mondo del crimine reale e fittizio, nelle tecniche di investigazione, nella mente dei serial killer della tv e della cronaca nera, nell’attualità dei fatti di cronaca (anche quelli che hanno coinvolto i volti noti del piccolo schermo) e degli “spettatori omicidi”, ovvero gli assassini che hanno dichiarato di essersi ispirati a una serie tv o a un episodio. È un viaggio nella storia dei telefilm, nell’evoluzione dell’omicidio nel genere “principe” della tv, il poliziesco, e nel contributo che questo stesso genere ha dato alle produzioni televisive e cinematografiche che ne sono derivate, alla cultura popolare e all’immaginario collettivo. Con oltre 160 serie tv prese ad esempio (da Dexter a Criminal Minds, da C.S.I. a The Walking Dead, da 24 a Lost, da Perry Mason a Colombo). A tal proposito, solo un’ultima cosa: “Crimini e serie tv – L’omicidio fra piccolo schermo e realtà” è disponibile esclusivamente in ebook dal 24 ottobre presso i migliori store on line, al prezzo di € 3,99. Per acquistarlo su Amazon, clicca QUI.

Categorie:libri e cose

Il crimine in tv e al cinema: un corso all’Umanitaria

Lo screenshot, giusto per dare un'idea, ecco...

Lo screenshot, giusto per dare un’idea, ecco…

Il corso, in cinque lezioni da due ore l’una, è un viaggio che prende avvio dal giallo e del noir letterario trasposto al cinema e in tv.

Il viaggio si snoda attraverso le diverse declinazioni del crimine e, più in generale del male, con un occhio all’evoluzione in società.
Molti i film e telefilm analizzati. Così come molti i casi reali in un alternarsi tra realtà e finzione.
Un occhio di riguardo allo spettatore e a come si è formato ed evoluto fino ad arrivare ai casi limite di spettatori che, ispirandosi a tv e cinema, hanno commesso crimini.
Per informazioni e iscrizioni si può cliccare qui.
Categorie:corsi

Il serial killer letterato – The Following e gli scritti di Poe

Kevin Bacon - The Following

Kevin Bacon – The Following

Dopo tanta attesa, da parte dei maniaci delle serie tv (categoria di cui faccio parte a pieno titolo), è arrivato. Si intitola The Following che sta a indicare “Il seguito” nel senso del gruppo dei seguaci che non sono solo quelli televisivi, no. In questo caso i seguaci sono quelli di Joe Carroll (James Purefoy) un serial killer che si è ispirato agli scritti di Edgar Allan Poe per uccidere.

Carroll è stato arrestato da Ryan Hardy (Kevin Bacon) agente dell’FBI ora in pensione soprattutto per via del danno al cuore subito dopo aver avuto un corpo a corpo con un Carroll armato e pericoloso. Dopo quella triste vicenda, occorsa nove anni prima, Carroll è stato messo in carcere e la vita sembra essere tornata alla quieta normalità.

La serie si apre con la fuga di Carroll dal carcere e nuovi omicidi. Hardy viene richiamato in servizio (nonostante sia decisamente dedito all’alcol) e invitato a indagare ancora una volta sugli omicidi. La latitanza di Carroll dura poco e il serial killer viene nuovamente rinchiuso in carcere, ma gli omicidi non si fermano.

Con uno sguardo di pochi secondi e un sopralluogo breve quanto un amen Ryan Hardy riesce a mettere insieme più indizi di quanti sarebbe umanamente opportuno pensare e capisce l’arcano: a uccidere sono i seguaci di Carroll. Una sorta di setta che pende dalle labbra dell’ex professore di letteratura che incantava gli studenti parlando di Poe e dei suoi scritti.

A complicare la vicenda c’è il rapporto tra la ex moglie di Carroll, Claire Matthews, e Hardy. Un rapporto ormai terminato ma che ha lasciato piuttosto contrariato il nostro serial killer. Anche perché Claire non sembra immune al fascino (un po’ emaciato) di Hardy che, tra l’altro, diventa il suo angelo custode (dato che l’ex marito la minaccia ogni volta che può).

Ryan Hardy (Kevin Bacon) alle prese con le maschere di Edgar Allan Poe.

Ryan Hardy (Kevin Bacon) alle prese con le maschere di Edgar Allan Poe.

La serie tv non offre novità: come potrebbe? Si parla di serial killer, argomento, ormai, piuttosto gettonato, studiato, visto e rivisto. Agli americani pare piaccia moltissimo l’idea di menti contorte e piene di nozioni. In realtà se siete appassionati di Edgar Allan Poe potreste rimanere delusi: le citazioni sono, per ora, quasi esclusivamente da Il Corvo.

Mentre il pilot può essere interessante (non fosse altro per la novità, nel senso di nuova serie tv) nel secondo episodio si potrebbe rischiare di sobbalzare non tanto per la paura o l’orrore quanto per le vicende che, di minuto in minuto, rischiano di trascinare la trama e i personaggi in vortici di involontario non sense.

Se però vi piace il genere thriller e vi nutrite di pane e serial killer allora non si può fare a meno di vederla. Nessuno sa ancora se migliorerà (e la seconda puntata è stata una momentanea défaillance) o peggiorerà. I margini, si sa, ci sono. Inoltre Kevin Bacon è abbastanza credibile (gli facessero dire qualcosa di più sensato, sarebbe anche meglio).

The Following è stato ideato da Kevin Williamson (già papà di Dawson’s Creek e The Vampire Diaries oltre che di Scream). La prima stagione comprende 15 episodi. Il primo è andato in onda, in Italia, su Fox il 4 febbraio 2013.

La ripresa del crimine in tv: le nuove stagioni

Gary Sinise (Mac Tylor) durante una pausa nella lavorazione di CSI New York.

La fine di settembre e l’inizio di ottobre coincidono, da anni, con la ripresa delle serie tv. In America. E anche in Italia, anche se con un po’ di ritardo. Fatto sta CSI è arrivata alla 13esima stagione, CSI New York alla nona, Criminal Minds all’ottava, Dexter (in onda in America il 30 settembre) alla settima, The Mentalist alla quinta. Solo per citarne qualcuna, ovviamente.

La longevità di un telefilm in genere va di pari passo con il favore da parte degli spettatori. In sostanza se agli spettatori piace ciò che stanno guardando allora va tutto bene e si può proseguire.

Il crimine è stato, fin dai primordi, uno degli argomenti più gettonati dagli sceneggiatori (e, ovviamente, dal pubblico). In sostanza la ricerca della verità e la sete di giustizia (o di vendetta, a scelta, dipende dalla serie tv) sono le molle che spingono a scrivere e a vedere telefilm.

Negli anni le cose sono un po’ cambiate. Siamo passati dal tenente Colombo che con l’impermeabile stazzonato e il sigaro in bocca inquinava qualsiasi scena del crimine (salvo poi trovare comunque il colpevole) ai reparti scientifici più avanzati che risolvono l’indagine a colpi di Dna e impronte digitali. O che risolvono il tutto in modo diverso e definitivo, come Jack Bauer in 24.

Le cose, ovviamente, sono cambiate anche nella realtà. D’altronde i telefilm sono un po’ lo specchio dei tempi. Anche negli anni Sessanta c’erano detective (in America come in Italia) che si aggiravano in cerca di prove con l’immancabile sigaretta in mano. Oggi se non arrivano i Ris o la scientifica uno ci resta male.

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Serie tv, serial killer e serial viewer: corpi morti e autopsie

15 giugno 2012 2 commenti

CSI New York, corpi morti e autopsie.

La quarta stagione di CSI New York, anche se è passata da un po’ (è del 2004), è un mini capolavoro. Soggettivamente parlando, naturalmente. Gli episodi sono 21 (un po’ meno del solito) e le storie si intrecciano su più livelli: c’è il figlio della moglie (morta) di Mac Taylor (Gary Sinise), il serial killer, la storia d’amore tra due CSI e alcuni omicidi che fanno spavento.

Spavento forse è una parola grossa per i serial viewer di CSI. In ogni caso il corpo umano è trattato, bistrattato, abusato e smembrato. Succede anche gli altri CSI, ma in questo in particolare, e in questa stagione, un episodio dopo l’altro, succede di più e con più frequenza. Come se gli sceneggiatori avessero deciso di lasciare senza fiato lo spettatore in una rincorsa all’orrido.

Che è un complimento, anche se non sembra. Il serial killer, tra l’altro,  è un tassista. E di tassisti, come si sa, New York è piena. Chiunque si sposta in taxi. Lui fa salire le vittime predestinate, poi le uccide con il monossido di carbonio, le marchia con un segno sul collo (L2729) e poi le abbandona in un telo di plastica. Prosegui la lettura…

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Serie tv: crimini, sangue e rabbia

Dexter Morgan, serial killer ed ematologo forense nella serie tv Dexter.

Come nel cinema, anche nelle serie televisive c’è stata un’evoluzione a partire dagli anni Ottanta sia per quanto riguarda il modo di fare tv, sia per il modo in cui i personaggi vengono presentati. Ai primordi della televisione il pubblico è stato abituato a un buono e a un cattivo.

Succedeva anche con i film western, camicia bianca per il buono e camicia nera per il cattivo (o cavallo bianco e cavallo nero). In parte il problema era dovuto alla mancanza del colore, ma in ogni caso gli sceneggiatori (e i registi e i produttori) avevano la necessità di “addomesticare” il pubblico all’epoca neofita del nuovo mezzo: il televisore. Prosegui la lettura…
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